Foto di scena: L’altezza delle lasagne – Vito © Giovanni Bortolani - Milano, Teatro Leonardo, dal 21 al 12 marzo 2025 - In tour
Foto di scena: L’altezza delle lasagne – Vito © Giovanni Bortolani

In tour per l’Italia, al Teatro Leonardo di Milano Vito racconta con la sua nota vis comica gli eccessi e le mode che riguardano il mondo della cucina. Uno spettacolo esilarante che diverte e fa riflettere

Da MasterChef alla presenza televisiva di celebri cuochi in diverse trasmissioni è cambiato il modo di vedere la cucina, il cibo, il servire a tavola. Agli show e reality si sommano presunte intolleranze a copertura d’idiosincrasie, posizioni ideologiche (come quelle crudiste e vegane) che si mostrano impositive nonostante evidenti contraddizioni, convinzioni che pongono il “sostenibile” piuttosto che il “macrobiotico” a chilometro zero quali condizioni indispensabili per una corretta alimentazione e via discorrendo. Il dubbio che ci si pone è se tutto questo non sia il frutto di manie e mode, che ci allontanano da una normale considerazione di quello che parte da un bisogno primario, l’esigenza nutrizionale per il proprio sostentamento, e la sua realizzazione nell’esperienza umana della convivialità.

Vizi e vezzi alimentari sono raccontati nel monologo di Vito, nome d’arte di Stefano Bicocchi, in un affresco ironico dei nuovi indirizzi gastronomici degli italiani, sospinti da influenze mediatiche che divengono fucine della visione politically correct di una tavola dai connotati spesso innaturali e grotteschi. Se in un convegno intitolato L’altezza delle lasagne, eponimo dello spettacolo, il quesito cardine all’ordine del giorno è stato risolto dalla saggezza commista a lucida interpretazione logistica del padre dell’artista, Roberto, in troppi casi la cucina parlata si sostituisce a quella realmente vissuta ed è discordante dal gusto come dalle autentiche tradizioni culinarie.

Attrazioni etniche e prodotti di tendenza affiorano nelle nostre cucine in modo impersonale, suggerite da influencer che attraverso soprattutto il web e i social dominano la scena culinaria. Tutte consuetudini che stridono con una sana alimentazione e che portano semmai a nuove frontiere del cibo e del consumo. A questo si aggiunga la distanza sempre più marcata dalla preparazione manuale e l’utilizzo anche per piatti banali del servizio dei rider, che a bordo di biciclette e motorini rischiano la vita per poter velocizzare le proprie consegne con una retribuzione di pochi euro l’ora.

Foto di scena: Vito © Giovanni Bortolani - L'altezza delle lasagne - In tour
Foto di scena: Vito © Giovanni Bortolani

Tutt’altro che offensiva, l’esposizione di Vito è puntuale nell’evidenziare le incongruenze legate all’alimentazione del presente, che sembrano voler schiaffeggiare la ricchezza creata dalla biodiversità occidentale, in particolare del nostro territorio, e rompere l’equilibrio nei consumi con sprechi eccessivi da un lato e fisime inconsistenti dall’altro. Sul palco, peraltro, non vi è un attore qualsiasi, ma un uomo che si divide tra spettacolo e cucina, che ha avuto una nonna abile ai fornelli e un padre capocuoco, che è consulente di un ristorante nonché conduttore di numerosi programmi sul canale televisivo di Gambero Rosso, che praticamente è nato e vissuto tra stoviglie e ricette sviluppando un’autorevole competenza. La sua performance, coadiuvata dai testi di Francesco Freyrie e Andrea Zalone, diverte con intelligenza grazie a una sapiente satira di costume, ponendo ciascun spettatore di fronte al bivio tra veridicità e apparenza modaiola nei processi gastronomici.

Il suo è un teatro comico che può dirsi civile, poiché propedeutico alla consapevolezza di ciò che siamo e manifestiamo attraverso il cibo: il comune dimmi come mangi e ti dirò chi sei parte qui dal fatto che una persona non diventa migliore se si nutre in modo ineccepibile secondo le voghe del momento, figlie di correnti e stilemi avulsi dalla propria natura.

Un plauso e un ringraziamento a Vito per il suo monologo, che sa unire a gag spassose sulla cucina la profondità dei contenuti di merito. L’insegnamento che se ne trae diviene radicato quando ci si identifica nell’unica cucina possibile che, pur salvaguardando la qualità degli ingredienti utilizzati, non è data da prodotti o dogmi specifici, ma dal donare qualcosa di sé nella preparazione di qualsiasi piatto che incontri l’estetica del proprio gusto e di coloro a cui viene offerto.

In sostanza è il cuore a fare la differenza tra stereotipo e vero cibo, senza il quale non è possibile alcun reale nutrimento del corpo, un sentimento che irrora l’anima quando si è invitati alla giovialità di una tavola dove viene servito un sano nonché amorevole banchetto.

Produzione CRONOPIOS Srl

L’altezza delle lasagne
Monologo di sopravvivenza gastronomica
di Francesco Freyrie e Andrea Zalone
Con Vito

Assistenza drammaturgica/regia: Daniele Sala
Assistente: Mattia Angiola
Concept fotografico: Giovanni Bortolani

Milano, MTM Teatro Leonardo, via Ampère 1
Dal 21 al 23 marzo 2025

PROSSIME DATE DEL TOUR:
29 marzo 2025 Teatro Nuovo a Ferrara;
5 aprile 2025 Teatro Comunale Carlo Zampighi a Galeata (FC);
30 aprile 2025 Teatro dei Fluttuanti ad Argenta (FE);
20 giugno 2025 nell’ambito della 34° edizione del Festival Solstizio d’Estate – Mezzocorona (TN) – Corte di Palazzo Martini;
27 giugno 2025 Corte Le Giare – Ragazzola (PR)

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