
Dopo “I duellanti” e “Don Chisciotte”, a dieci anni dalla nascita, il Quadrivio formato da Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Francesco Niccolini e Marcello Prayer mettono in scena un nuovo spettacolo, ispirato all’Iliade di Omero
Nel mondo antico – si sa – (e ben sapevano gli uomini, gli eroi, i personaggi dell’Iliade) tutto era retto dal volere degli dèi, dal gioco degli dèi; e così le sorti delle battaglie, delle guerre: della vittoria e della sconfitta.
L’intento – o proposito – di questo spettacolo è di “assimilare” il potere capriccioso inesorabile indifferente ai bisogni dell’umanità, alla realtà che viviamo oggi.
Lo strapotere degli dèi è la metafora del potere autoritario dei potenti attuali, che decidono le guerre secondo le loro istanze, distruggendo la pace e l’anelito ad essa che accomuna tutti. Tuttavia il messaggio non è dato, né recepito con chiarezza, né con sufficiente impatto.
La scena si apre con le maggiori divinità dell’Olimpo calate ai giorni nostri. Confusi tra smemoratezza e battibecchi hanno dimenticato le vicende di millenni fa e la guerra di Troia: uno Zeus e un’Era che dibattono, litigano e infine convocano gli altri dèi per ricordare.
Giungono così: Apollo, Ares, Teti, Atena, Hermes, Afrodite. Vestono per lo più abiti moderni (qualcuno in costume) e parlano un linguaggio “moderno”. E ancora bisticciano, discutono, rivaleggiano, tra i fulmini e le saette che Zeus scaglia per ridurre tutti al silenzio.
Tra barlumi di luce e frammenti di memoria, le divinità rivivono la guerra tra Achei e Troiani in un lungo -forse troppo precipitoso – susseguirsi di eventi.
Gli attori, che personificano di volta in volta i personaggi dell’Iliade (e poi tornano a «vestire i panni degli dèi»), qui fanno uso di gigantesche armature scure, brunite o di enormi maschere, dietro cui si pongono – quasi in un gioco fittizio -. E alternativamente cambiano il proprio ruolo: divino e umano; fino alla conclusione della guerra.
Sul palcoscenico sono collocate due pire con carboni accesi e null’altro.
Resta allo spettatore lo sforzo di immaginare – di vedere – lo svolgersi della tragedia di una guerra che finisce ma che si rinnova, a ogni guerra.
La narrazione è affidata alle parole, soprattutto; e questo rimando continuo alle battaglie del poema omerico e poi e prima alle discussioni fra gli dèi rischia di creare confusione e pesantezza.
NUOVO TEATRO direzione di Marco Balsamo
In coproduzione con Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo – Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
presentano:
Iliade. Il gioco degli dèi
Testo di Francesco Niccolini (liberamente ispirato all’Iliade di Omero)
Drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer
Con: Alessio Boni e Antonella Attili. Altri interpreti: Haroun Fall, Jun Ichikawa ,Liliana Massari, Francesco Meoni, Elena Nico, Marcello Prayer
Regia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
Scene: Massimo Troncanetti
Costumi: Francesco Esposito
Musiche: Francesco Forni
Creatutre e oggetti di scena: Alberto Favretto, Marta Montecchi, Raquel Silva
Milano, Teatro Manzoni
dal 25 marzo al 6 aprile 2025