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Un ultimo saluto pieno di interrogativi

Foto: Davide Astori

Foto: Davide Astori © lapresse

Se ne è andato mentre dormiva in una camera d’albergo ad Udine, tra sabato 3 e domenica 4 Marzo, alla vigilia della partita Udinese-Fiorentina. Davide Astori ha avuto un arresto cardiaco nel sonno, alla giovane età di 31 anni, nel pieno della sua carriera agonistica nel calcio.
Era capitano della Fiorentina, ed era da tempo ormai nel giro della Nazionale di calcio, apprezzato e stimato non solo per le sue qualità sportive di abile difensore, ma anche e soprattutto per le qualità umane. «Era una persona e un capitano speciale – ha raccontato di lui l’allenatore gigliato Stefano Pioli (fonte: www.lazionews24.com) – Generoso, positivo, disponibile e altruista». Per dirla come il suo presidente Diego Della Valle: «Era un ragazzo di prim’ordine».

Da più parti sono arrivate manifestazioni di affetto e cordoglio a Davide e alla sua famiglia, da Bonucci a Fognini, dal Presidente del Coni Malagò al Commissario della Federcalcio Fabbricini. Ma ci hanno colpito in particolar modo le parole “contro-tendenza” di Dani Alves, il terzino ex-juventino del Paris Saint German: «Dispiace, ma non sono sconvolto» – ha fatto sapere il brasiliano (fonte: www.itasportpress.it). Peraltro aggiungendo anche: «Nel mondo ogni giorno muoiono migliaia di bambini che non ricevono altrettanta attenzione». Per carità, indiscutibile. Ma persino il tanto bistrattato Balotelli gli ha risposto in una maniera altrettanto indiscutibile e perentoria: «I commenti non possono essere quelli di fronte alla morte».

A parte queste schermaglie a colpi di tweet, come ha evidenziato anche il patron dell’Udinese Pozzo in una lettera aperta assai commovente, «mai avremmo pensato di doverci unire alla Fiorentina nel dolore e nel provarci a dare un’umana spiegazione alla morte di un giovane nel fiore degli anni» (fonte Sky). Un concetto peraltro ribadito dal Presidente del Coni Malagò, che in una dichiarazione ha raccontato: «Sono stato assalito da mille pensieri, riflettuto a lungo sul dramma di un ragazzo che nel pieno della sua maturità sportiva ed agonistica scompare in una stanza d’albergo a poche ore da una partita di campionato» (sport.sky.it).

Sono i mille interrogativi che ci siamo posti un po’ tutti, tanto più che tre giorni prima la sua scomparsa Davide, insieme ai suoi compagni di squadra, aveva sostenuto i soliti controlli medici periodici, senza che venisse fuori nulla.
Addio Davide, noi ce ne rimarremo coi nostri interrogativi.

Foto: Davide Astori © lapresse

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