Foto di scena: 40 gradi © Effetto Morgana © Teatro Libero
Foto di scena: 40 gradi © Effetto Morgana © Teatro Libero
Foto di scena: 40 gradi © Effetto Morgana © Teatro Libero

In “ENIGMA” di Massini, la protagonista femminile ad un certo punto dice:
“In quegli anni non so cosa cambiò di più: io, i ragazzi, la Germania… Me ne resi conto tutto insieme. Durante? No. E’ incredibile come puoi continuare a vivere, un giorno dopo l’altro, con la sensazione che in fondo sia tutto come il giorno prima. La forza dei cambiamenti – quelli veri – sta nel fatto che non li senti. Ci ha fatto caso? E non li senti perché ci stai dentro. Immerso, anche tu. Sono talmente chiari che non li vedi. Fatto sta che in quei dieci anni molto cambiò. Tutto sembrava fermo, eppure tutto si muoveva. Io? Dentro. Lì. Ma eravamo dentro il frullatore, tutti.”

La società oggi è all’interno di una profonda crisi, in una fase di ricerca di nuovi modelli. La crisi per sua definizione porta turbamento, sovverte una situazione. Come accade per la terra dopo un terremoto, per una stella dopo un’esplosione, per qualsiasi sistema in equilibrio che si conosca, la ricerca di nuovi modelli porta degli scompensi. Dei disquilibri.

Il lavoro artistico che ha portato alla costruzione della stagione teatrale di Teatro Libero è stato quello di fotografare lo stato di disequilibrio della nostra società attraverso spettacoli che trattino tematiche contemporanee, oppure che raccontino personaggi che hanno fatto di questi disquilibri la loro scelta di vita. Sovvertire è stata la parola d’ordine.

Disquilibrio indica un’evidente mancanza di equilibro, una situazione instabile. Così è il nostro modo di far teatro: instabile, evanescente, poetico, intenso, perennemente in disequilibrio rispetto alle correnti che sembrerebbero condurre il sistema. Il disequilibrio porta a cadere, porta a dover rischiare, a compiere passi inaspettati: scoprire il nuovo, il non consensuale, il diverso è una vera ricchezza. Essere messi in condizione di vivere qualcosa di non stabilito è un privilegio, scoprire un raggio di luce nelle difficoltà è   un’ancora di salvezza.
Concediamoci di fotografare quei momenti delicati e fragili.
Concediamoci disentirci, grazie ad essi, profondamente umani.
Corrado Accordino, Manuel Renga

Spazio della contemporaneità sui tetti di Milano…

Teatro Libero attraverso la sua programmazione intende tracciare un percorso creativo fatto di sollecitazioni provenienti dalla realtà che ci circonda. Che siano rivisitazioni di autori noti o nuove drammaturgie originali, i titoli che si susseguono  parlano del  nostro presente. E lo fanno raccontando storie di oggi e di ieri, fatti di cronaca, accadimenti reali o immaginari che possano rappresentare un forte collegamento con il nostro sentire.
Riletture di grandi personaggi della storia e dell’arte, nuove produzioni incentrate su temi di urgente attualità, spettacoli che ci rappresentano nelle nostre sensibilità e contraddizioni: DISQUILIBRI  è un viaggio nella contemporaneità.
Dal 2016, con la direzione artistica di Corrado Accordino e Manuel Renga, Teatro Libero è la casa di TLLT – Teatro Libero Liberi Teatri –  l’associazione presieduta da Renato Lombardo che raggruppa sei diverse compagnie: La Danza Immobile, CHRONOS3, Palco Off, Effetto Morgana, Giorni Dispari, Fenice dei Rifiuti. Un Progetto di Residenza Urbana unico nella città di Milano.
Oltre alle produzioni delle compagnie residenti, il teatro ospita spettacoli di compagnie scelte tra le proposte giovani più interessanti presenti sul territorio. E, per il primo anno, in forza dell’adesione a CLAPS – Spettacolo dal Vivo, Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, si apre alla danza contemporanea.

TEATRO LIBERO
STAGIONE DI PROSA 2017/18

5-10 ottobre 2017/prima nazionale
Effetto Morgana-compagnia in residenza TLLT
40 GRADI
drammaturgia e regia Andrea Maria Brunetti
con Fabio Banfo, Luigi Guaineri, Roberto Testa
assistente alla regia Serena Piazza
Due uomini, due attori russi, sullo sfondo della violenza e della criminalità degli anni ’90 si trovano, alla fine di una tournée invernale nella provincia battuta dal vento e dalla neve, bloccati in un paesino sperduto del nord, in una misera stanza ammobiliata. Qui, reduci da una apocalittica bevuta, senza un rublo in tasca, abbandonati dalla loro stessa Compagnia ripartita per San Pietroburgo, incontrano un uomo che vuole aiutarli: a patto che loro non facciano nulla per ricambiare il suo gesto. Ma i due senza saperlo gli salvano la vita, e l’uomo ora vuole riscuotere a tutti i costi ciò che gli è dovuto. Quaranta sono i gradi della vodka; quaranta sotto zero sono i gradi a cui scende la temperatura nella provincia russa, dove i due attori malandati stanno mettendo in scena il Macbeth di Shakespeare. Siamo nel post “perestroyka”, la ricostruzione attesa con speranza quasi mistica. Il dialogo è serrato: galleggia nell’alcol alimentando e distorcendo riflessioni su Dio, sull’arte, sulla morale, sul senso della vita. Il tutto con lo slancio tipico della “russkaja ducha”, l’anima russa, vera protagonista di questo atto unico.

11 ottobre 2017
ATIR/Piccolo Teatro di Milano- spettacolo–ospite
MAESTRO!
Memorie di un guitto
di e con Stefano de Luca
La storia di un giovane attore e del suo indimenticabile incontro con Giorgio Strelher. In un racconto sfacciatamente autobiografico che passa dall’aneddoto alla citazione, dal ricordo alla riflessione, il regista Stefano de Luca ci trasporta nel cuore di un’esperienza irripetibile: l’incontro con uno dei più grandi maestri del teatro. “Da anni ormai sento la necessità, quasi l’urgenza, di raccontare qualche frammento dell’ esperienza vissuta nell’arco di dieci anni accanto a Strehler – racconta – E ho deciso di dare forma teatrale a questi ricordi e a queste riflessioni e di presentarle al pubblico in forma di monologo. Lo spettacolo si snoda tra coincidenze, innamoramenti e segni premonitori. E’ la storia di un giovane attore giunto a Milano sul finire degli anni ’80, alla scuola del più famoso regista europeo, e di alcune grandi lezioni di teatro e di vita apprese nei modi più curiosi e imprevedibili.

12-17 ottobre 2017
Carolina Reaper
IN.TER.NOS.
Indagine – Li hai visti? – Pigiama party
drammaturgia Livia Castiglioni
regia Patrizio Luigi Belloli
con Silvia Giulia Mendola, Francesco Meola, Elena Scalet
musiche Gipo Gurrado
luci Daniel Tummolillo
“Indagine” – “Li hai visti?” – “Pigiama party”:  tre brevi atti unici caratterizzati da un sottofondo di inquietudine ed estraneità. Ogni episodio nasce e si conclude in un interno, una stanza. Da una quotidianità rassicurante emergono con prepotenza sfumature di debolezze e fragilità al limite del sopportabile. Un basso continuo di sussurri, grida soffocate che risuonano come un vago rumore di fondo a tratti assordante. In INDAGINE, due agenti di polizia si trovano a interrogare una ragazza riguardo misteriosi avvenimenti accaduti la notte prima a una festa di compleanno. LI HAI VISTI? ci racconta invece il progressivo isolamento che una giovane coppia costruisce attorno alla propria abitazione per il terrore che scatena la comparsa di quattro sinistri individui. PIGIAMA PARTY si apre con l’atmosfera leggera di una serata tra amici dove, tra cioccolata calda e sogni ad occhi aperti, aleggiano vecchie leggende metropolitane e storie dell’orrore. E forse basta l’anta di un armadio malmessa per trascinarci in un epilogo ai confini della realtà.

18-21 ottobre 2017
Associazione Culturale Anfiteatro
ARIA-Una fiaba sulla libertà
scritto da Francesco Niccolini
regia Roberto Aldorasi
con Naya Dedemailan
scene Antonio Panzuto
Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Troppo bello per essere capitato proprio a te. È quello che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un’isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria. “ARIA”è una fiaba moderna sulla libertà di espressione, sulla fuga dall’oppressione, dalla dittatura, dai divieti, sul rapporto padre e figlia. Aria è un monito a tutti noi, un invito a guardare oltre.

22-25 ottobre 2017
ARCUS Milano – Università degli Studi di Milano
DISSOLVENZE INCROCIATE
da Harold Pinter
regia e adattamento Claudio Marconi
con Sergio Longo, Omar Nedjari, Marika Pensa, Daniele Santisi
assistente alla regia Paola Arcuria
scene e costumi Claudio Marconi e Paola Arcuria
luci Giuseppe Amato
Ci sono scrittori che sanno davvero descrivere la vita, altri che senza descriverla ce la raccontano, altri ancora sono scrittori dell’istante, del frammento isolato del nostro inquieto e approssimativo procedere nell’esistenza. Uno di questi ultimi grandi fotografi-scrittori è Harold Pinter. Il nostro racconto è fatto di imperscrutabili incroci di voci che si dissolvono nel non-sense dell’attimo che ci sfugge. Pinter ha fissato nelle sue istantanee una realtà resa surreale dall’estrapolazione illogica dal contesto di riferimento. Un’umanità scossa che vaga attraverso discorsi sospesi spesso non destinati a concludersi, ma solo a dissolversi insieme ai sogni, alle emozioni, alle tensioni che li hanno generati. Queste strane “dissolvenze incrociate” sono qui inanellate come piccole perle con la stessa meticolosa incoerenza con cui Pinter ha scattato negli anni le sue istantanee, archiviandole sotto forma di radiodrammi, short stories, fino a farle catalogare – dagli altri – addirittura come atti unici.

26-31 ottobre 2017
Teatrouvaille
EROTICA LINEA GOTICA
di Stefano Braschi
regia Stefano Cordella
con Monica Faggiani, Francesca Gemma, Paola Giacometti, Chiara Serangeli
in collaborazione con Centro di produzione teatrale ELSINOR
Erotica-Linea-Gotica prende spunto dai racconti di mamme, nonne e zie sul passaggio del fronte nell’autunno 1944, ma anche da qualche racconto confuso del nonno della prima guerra. Gli orrori sono fuori della porta, ma piovono anche dal soffitto, insieme con le bombe e le granate, soldati da ogni angolo del globo bussano alla porta, buoni e cattivi ma pur sempre uomini. Ed insieme alla guerra, gli amori o i desideri d’amore, di cui i racconti delle zie, allora ragazze, erano traboccanti. La scena è ambientata in una piccola chiesetta di Cà Baccagli, in Emilia Romagna, adiacente alla villa padronale requisita dai tedeschi. Dentro vi si sono asserragliate una madre, una zia zitella e due figlie, Il filo rosso di questo spettacolo è il rapporto con il corpo. Il corpo maciullato e deformato dei soldati in guerra in contrasto con le forme e la tensione genuinamente erotica delle protagoniste. La curiosità verso il corpo dell’altro censurata dal senso del pudore e dalle rigidità culturali dell’epoca. La religione e il sesso.

2-7 novembre 2017
Giorni Dispari Teatro
LUDOVICO SECONDO LUDOVICO
scritto e diretto da Vittorio Bizzi
con Leonardo Lempi, Sarah Collu, Andrea Benvenuto e Nicolas Errico
assistente alla regia Jacopo Girardi
scene Debora Palmieri
costumi Officine Red Carpet Teatro
suono Alessandro Cerea
luci e audio Stefano Capra
Ludwig II di Baviera: il re pazzo. Un mito che si rinnova tra follia e grandezza, tra sogno e realtà, e costruisce castelli sempre più in alto, tra le aquile. O solo nella sua mente. Una storia di narcisismo, inquietudine, insoddisfazione e solitudine, ma soprattutto la storia di una visione delle cose, di un uomo nel mondo diverso dal mondo. Questa pièce si allontana dall’oggettività storica e propone una visione interna di Ludwig, portando fuori dal corpo del re il teatro magico delle sue visioni, materializzando l’inferno dei rapporti umani. Un grezzo simbolismo da ragazzi di oggi di una periferia metropolitana, Los Angeles, banlieue di Marsiglia o Quarto Oggiaro, che improvvisano rituali crudeli di sesso, di vita e di morte per sfuggire alla noia. Quattro attori interpretano una dozzina di personaggi. Ludovico, capetto controverso di una microsocietà alla deriva, risponde anch’egli al carattere crudo della messinscena: una ricerca personale e artigianale fatta con quello che si ha a disposizione, perché una società ai margini utilizza ogni oggetto che ha, di recupero, riciclo, assemblato da materiale con funzioni originarie anche molto lontane.

9-16 novembre 2017
Fenice dei Rifiuti
LA BISBETICA DOMATA – L’anarchia dell’obbedienza
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
drammaturgia e regia Alessandro Veronese
con Alessandro Veronese e cast in via di definizione
produzione Fenice dei Rifiuti
Prendi il mio corpo. Coloralo di bianco, e sarò sposa. Coloralo di azzurro, e sarò oceano. Coloralo di rosso, e sarò sangue. Coloralo di nero, e sarò lutto. Ti guardo immobile, goffo manichino. Per convincerti, anche questa volta, che io ti abbia obbedito. Una rilettura del testo originale, in cui lo sguardo del regista Alessandro Veronese si sposta sul tema della dittatura in un continuo ribaltamento di piani tra verità autentica e verità raccontata.Lo spettatore è condotto per mano da alcune donne travestite da croupiers all’interno di una sfavillante casa da gioco il cui premio finale è il corpo delle giovani sorelle Caterina e Bianca.L’arte del travestimento è la chiave di lettura del gioco: nulla è come sembra. I tavoli sono in realtà luccicanti prigioni, con catene legate alle caviglie degli spettatori. Le croupiers non smettono mai di esercitare il loro controllo mentale nei confronti dei partecipanti al gioco, in una continua e massacrante corsa al rilancio.

18-23 novembre 2017
Strutture Primarie
MADAME BOVARY
scritto e diretto da Luciano Colavero
con Chiara Favero
scenografia Alberto Favretto e Marcello Colavero
suono Michele Gasparini
luci Elisa Bortolussi
costumi Stefania Cempini
Madame Bovary: il titolo è una trappola. Quando ho cominciato a scriverlo questo testo non era nemmeno Madame Bovary, era solo un breve monologo nato dalla lettura di “Consumo dunque sono” di Zygmunt Bauman. Poi ho capito che quel materiale poteva dialogare con il romanzo di Flaubert. Ho osato una riscrittura radicale. Ho imprigionato Emma nel momento del suicidio e ho scritto un monologo per dissezionarla ed estrarne il cuore: il suo desiderio di essere altrove, di vivere un’altra vita, di essere qualcun altro. Quando si è trattato di metterlo in scena volevo che fosse un lavoro completamente incentrato sulla recitazione: ho intrappolato l’attrice in una pedana lunga 4 metri e larga 50 centimetri, un palcoscenico troppo stretto per recitare, dal quale non scende mai per tutta la durata dello spettacolo. Quando immagino madame Bovary vedo una donna che ha fame, vedo una donna drogata di desiderio. La sua droga non sono gli oggetti, la sua droga è l’immagine, la visione, il sogno di ciò che non possiede. Lei vede qualcosa che non ha, lo desidera e corre. Il desiderio l’avvelena ma nello stesso tempo la rende viva.

24 – 26 novembre 2017/Rassegna Palco Off
Mana Chuma Teatro
COME UN GRANELLO DI SABBIA
testo e regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla
con Salvatore Arena
scene Aldo Zucco
musiche originali Luigi Polimeni
disegno luci Stefano Barbagallo
assistente alla regia Ylenia Zindato
Giuseppe Gulotta, giovane muratore, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti traffici di armi e droga. Gulotta ha vissuto 22 anni in carcere da innocente e 36 anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito, ha lottato a testa alta, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un enorme ingranaggio. La voce di Giuseppe ci attira in questo vortice raccontando, come trovasse per la prima volta qualcuno disposto ad ascoltare, la gioventù interrotta, l’arresto, le torture, i colpevoli silenzi, i pregiudizi, ma anche l’irriducibile cocciuta speranza in una restituzione finale della propria umile e alta identità. Lo fa alternandosi a voci secondarie, ma necessarie: un vicequestore illuminato, schiacciato anche lui dall’ingranaggio, l’ufficiale dell’arma, regista occulto delle torture, la moglie Michela, i genitori.

30 novembre–12 dicembre 2017
Teatro dell’Allodola
PASSI
di Antonio Alamo
regia Tiziana Bergamaschi
con Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco, Greta Zamparini
Una madre e una figlia. E alcuni scarafaggi parlanti. Tutti vivono nella stessa casa, seppur in luoghi diversi. Nuria, la figlia, vuole liberare l’appartamento dove vive la madre ma Carmen, la madre, non vuole assolutamente lasciare la sua casa. La demenza senile le permette di sentir parlare gli scarafaggi tra di loro. Il fatto che parlino non importa nulla. Il problema è solo come sterminarli. Antichi rancori e nuovi destini attendono donne e scarafaggi. In questo testo l’autore abbandona statisti e inventori per dare voce e spazio a persone e fatti quotidiani. Ma il dramma è sempre lo stesso: gli umani rischiano di distruggere se stessi e l’ambiente in cui vivono perché sono incapaci di ascoltare e comunicare, ognuno preso dai suoi egoismi dalle sue esigenze. Su questa linea narrativa si sviluppa il tema doloroso del rapporto vecchi/giovani attraverso le difficoltà di comunicazione dovute a uno stato alterato di coscienza come può essere la demenza senile o l’Alzheimer.

14-19 dicembre 2017
Effetto Morgana
SEMMELWEIS – Breve storia dell’Igiene
di e con Fabio Banfo
regia Serena Piazza
produzione Effetto Morgana
Considerato il Galileo della medicina, per la sua scoperta rivoluzionaria e per l’ostilità che gli procurò, il dottor Semmelweis è uno di quegli uomini che la  storia ha dimenticato. Ignac Semmelweis, nei primi anni dell’800, nel cercare di combattere la febbre puerperale che mieteva decine e decine di vittime nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Vienna, scopre la contaminazione batterica per pura intuizione. Semmelweis arriva a questa scoperta solo attraverso l’osservazione empirica, verificando come nel suo ospedale, più che in altri, le puerpere muoiano a causa di febbre post parto ed incrociando questo dato con il fatto che i medici dissezionavano i cadaveri nell’attiguo reparto di anatomia prima di passare a visitare le partorienti. La sua scoperta lo porterà a fare una richiesta alle autorità ospedaliere: disinfettarsi le mani prima di entrare in ostetricia. Questa semplice richiesta gli arrecherà scherno e danni alla carriera, fino al suo allontanamento dall’ospedale.

21-23 dicembre 2017/ Rassegna Palco Off
La Memoria del Teatro
VIRGINEDDA ADDURATA
(In sostituzione dello spettacolo Il nostro amore schifo)
regia Nicola Alberto Orofino
di Giuseppina Torregrossa
con Egle Doria e Francesca Vitale
voce fuori campo Fiorenzo Fiorito
disegno luci Simone Raimondo
costumi Monia Torchia
Rosalia visse gran parte della sua vita nel silenzio di una grotta, prima nei pressi di Agrigento, poi a Palermo. Abituata al silenzio, del tutto priva di condizionamenti di culture, media e tendenze dominanti, ma anche di controculture e di controtendenze. Una donna misteriosa, della cui vita si sa pochissimo e che fu conosciuta solo dopo la sua morte per il miracolo della guarigione palermitana dall’epidemia di peste che colpì la città nel 1624. Lo spettacolo prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto a Trapani qualche anno fa.
 Un marito, con la complicità della sua amante, trascina in un agguato la moglie, al nono mese di gravidanza, le spacca la testa, la cosparge di benzina e poi le dà fuoco.  Le protagoniste della storia, prima che la tragedia si compia, vanno tutte supplici dalla “Santuzza”. Nel confronto il confine tra bene e male si appanna, le donne si fidano e confidano nella Santa, la quale di rimando, brutalmente, ammonisce che spesso le cose, più che dal cielo, vanno risolte sulla terra.

27-31 dicembre 2017
Mò.Mì
COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA
di Dario Fo e Franca Rame
diretto e interpretato da Lidia Miceli e Alessandro Moser
aiuto regia Alessandro Natale
scene Paolo Pioppini
disegno luci Rocco Giordano
Un emozionante e irriverente viaggio all’interno delle dinamiche di coppia. Un uomo e una donna dopo anni di matrimonio rigorosamente monogamo provano ad aprirsi verso estemporanee relazioni sentimentali. Un equilibrio familiare compromesso. I rapporti fugaci e i maldestri tentativi di suicidio. La speranza offerta da un nuovo legame e un tardivo rimpianto che sfocia quasi in pazzia. Portata al successo da Dario Fo e Franca Rame, l’opera viene riproposta  restituendo tutta la comicità propria del testo originale, nel quale s’innestano riflessioni e considerazioni di vibrante attualità.

10-23 gennaio 2018
Compagnia Teatro Binario 7
COME SONO DIVENTATO STUPIDO
di Martin Page
drammaturgia e regia Corrado Accordino
con Corrado Accordino, Chiara Tomei, Alessia Vicardi e lo Stupido
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Antoine ha una grave malattia: l’intelligenza. E’ una persona particolarmente dotata, fisiologicamente più sensibile e acuta della media, e ha capito che il suo spirito inquieto e la sua curiosità intellettuale lo condannano al mal di vivere. Tenta quindi varie strade per risolvere la sua difficoltà a partecipare alla vita fino a quando prenderà la decisione definitiva: diventare stupido. Ma non è così facile: il percorso è più accidentato di quanto sembri. Lui vorrebbe dimenticare di capire, appassionarsi alla quotidianità, credere nella politica, comprare bei vestiti, seguire gli avvenimenti sportivi, fantasticare sull’ultimo modello di automobile, guardare con interesse e partecipazione emotiva i programmi televisivi. Vorrebbe tutto questo. E soprattutto vorrebbe stare bene con gli altri, non capirli ma essere come loro, fra di loro, uno di loro, e come loro condividere le stesse cose.

26-28 gennaio 2018/ Rassegna Palco Off
Briglia d’Oro Teatro
MOZZA
di e con Claudia Gusmano
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Ermanno Dodaro
luci Michelangelo Vitullo
scenografia Martina Picchioni e Letizia Cascia
C’è una giovane donna in mare sulla prua di un peschereccio. Una generazione di marinai la sua, a partire dal nonno, che il mare “ce l’aveva dentro” perché lo aveva bevuto tutto durante la sua vita. Con la sua morte, il destino di Mozza si palesa. Un sintomo di malessere dietro l’altro, analisi del sangue, un urlo liberatorio, insegnato dal nonno per farle tornare il sangue in corpo che le era stato tolto, viene scambiato per un sintomo di follia. Lo psicologo dice: “c’è una sola cura e il da farsi è chiaro: Mozza a mare deve stare”. Il suo peschereccio, dotato di un campanaccio da suonare in caso di emergenza, manca di una parte fondamentale: il timone. Escludendo categoricamente la richiesta di aiuto, non c’è più nulla che dipenda dalla sua volontà, né tornare né proseguire.

1-6 febbraio 2018
Giorni Dispari Teatro
FRIDA K
testo di Serena Nardi tratto dagli scritti di Frida Kahlo
regia Serena Nardi
con Sarah Collu e Serena Nardi
coreografie Lara Guidetti
video Vittorio Bizzi
musiche originali Alessandro Cerea
scene e costumi Officine Red Carpet Teatro
Una messa in scena che prende il via dai fatti biografici, così come Frida stessa li racconta nei numerosi scritti che ha lasciato, ma non vuole esserne un racconto. Gli episodi che segnarono l’esistenza di questa donna straordinaria sono la partitura su cui si costruisce una scena che squarcia la tela di nuvole dipinte per mostrarci la forza e la tenacia con cui Frida si aggrappava alla vita, che la morte le contendeva fin dall’adolescenza. Frida ci viene mostrata letteralmente appesa a una serie di nastri rosso sangue, da cui pendono, come tanti tarocchi che già hanno rivelato ciò che dovevano rivelare, dettagli di alcuni dipinti famosi. Compagna di gioco sarà la morte, venuta a prenderla questa volta senza possibilità di appello. In una danza di ricordi scambiati – a volte leggeri, spesso crudelmente dolorosi ma sempre veri – Frida e la Morte si palleggeranno i racconti, le impressioni, le emozioni e i sentimenti, in un’atmosfera spesso grottesca e dissacrante che tutto cerca, fuorché il melodramma.

8-12 febbraio 2018
CHRONOS3
NUOVO EDEN
di e con Jessica Leonello
regia Manuel Renga
video Nicola Zambelli
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Immaginate di addormentarvi per quindici anni. Di risvegliarvi e tornare a fare un giro per le vostre città, cercando i luoghi impressi nella vostra memoria, le persone, le abitudini. Tutto sommato, a noi, pare non sia successo nulla. Ma per Cesare, che viveva nel cuore storico di un’operosa città del Nord Italia, quasi tutto è cambiato: il cinema Eden – che era l’ultimo cinema a luci rosse rimasto in città – si è trasformato in un cinema d’essai; il cricket è diventato il secondo sport più praticato e i suoi giocatori sono tutti indiani e pachistani ormai di seconda generazione; ogni semaforo si è trasformato in rotonda. Ai bordi della città solo residui industriali di vecchie fabbriche abbandonate e al loro posto un luna park e centri commerciali; perfino le prostitute anziane, coetanee di Cesare, sono le ultime rimaste, con le loro sedie, a lavorare in orario diurno nel centro storico, tra i vicoli di un quartiere simbolo dell’aggregazione e della vita popolare. Riaprite gli occhi e il vostro vecchio eden, è un nuovo eden.

13-17 febbraio 2018
CHRONOS3
MARIA SOTTERRATA-La terra trema, la volontà no
drammaturgia Davide Lo Schiavo
regia Valentina Malcotti
con Valeria Sara Costantin
scene e costumi Antonella De Iorio
realizzazione scene Gianmarco Malcotti e Antonella De Iorio
Uno spettacolo realizzato con il contributo del Comune di Gemona del Friuli
e in collaborazione con LAB Laboratorio Internazionale della Comunicazione
Maria Fantìn è una giovane ragazza di Gemona che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. In uno spazio e un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita, nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado.
 Le parole di Maria rievocano la sua vita passata: l’infanzia, le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, il lavoro in manifattura, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, la sua famiglia.
 Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte la costringeranno a compiere una scelta decisiva.

18-22 febbraio 2018
Il Servo Muto Teatro
FANTINE-Quando dal Caos nacque l’Amore
ispirato a I Miserabili di Victor Hugo
drammaturgia e regia Michele Mariniello
con Sara Drago
sound design Fabrizo Frisan
scene Silvia Cremaschi
“Fantine – Quando dal Caos nacque l’Amore” è un monologo tratto dal romanzo I Miserabili di Victor Hugo. Una rivisitazione del personaggio di Fantine, estrapolato dal contesto romantico-ottocentesco e fatto rivivere al giorno d’oggi. La storia racconta in chiave attuale le vicende del personaggio del romanzo, calato però nella degradata periferia di una grande città: un cupo agglomerato di palazzoni ad alveare da regime sovietico e case popolari. Fantine, rappresentata nell’attimo prima di morire, inizia a raccontare la sua storia animando situazioni e personaggi: la vita nella casa popolare, la storia dei suoi genitori, di come la mamma si sia rifatta tutta  per poi fuggire in Belize con Jesus e di come papà abbia smesso di parlare, per fissarsi sul televisore. Racconta il luogo in cui vive, i panorami disperanti e le persone che vi abitano; racconta l’amore, unica possibilità, fra ignoranza e squallore, di cambiare il destino.

23-25 febbraio 2018/ Rassegna Palco Off
Onirika del Sud
LA VOCE DI PEPPINO IMPASTATO
di Giuseppe Caramagno
con Pierpaolo Saraceno e Mariapaola Tedesco
regia Pierpaolo Saraceno
Dalle frequenze di Radio Aut, radio libera fondata a Terrasini nel 1977, si poteva ascoltare la voce secca, diretta e sincera di un uomo semplice e umile, ma tanto forte da sfidare nella sua terra martoriata dalla mafia, la sua stessa famiglia mafiosa. Quell’uomo è Peppino Impastato, grande lottatore ma soprattutto grande spirito ribelle, ucciso a soli trent’anni su ordine del capo di Cosa Nostra, Gaetano Badalamenti (Don Tano), bersaglio preferito di Peppino nelle sue trasmissioni di Radio Aut. L’ambiente scenico è diviso in due parti: da un lato la madre di Peppino che racconta, con occhi pieni d’amore, il mondo del figlio, la sua lotta, la sua forza d’animo. Dall’altro, una serie di flashback che ripropongono la vita di Peppino, le sue azioni, ma soprattutto la sua voce.

1-6 marzo 2018
Il Giardino delle Ore/Teatro del Rimbombo/Belafonte
con il supporto di Teatro Binario 7 e Residenza Carte Vive
CANE SUGAR
di Simone Severgnini, Andrea Robbiano e Davide Bonaldo
supervisione drammaturgica Filippo Pozzoli
con Simone Severgnini e Andrea Robbiano
video e luci Davide Bonaldo
musiche Tommaso Severgnini
scene Francesca Mazzarello
Siete mai stati contattati dal profilo di un morto su facebook? Che fine fanno le nostre identità virtuali una volta che il corpo ci abbandona? Da questi interrogativi è partito il lavoro di ricerca per la realizzazione di “Cane Sugar”, progetto teatrale che intende indagare due grandi temi: l’identità e il lutto.  La prima in quanto multiforme essere che vive sia in noi, sia nelle nostre appendici, oggi sempre più virtuali; il secondo in quanto ancestrale dolore dell’umanità. Ci si sono così aperte altre due grosse questioni che sono state il motore del lavoro drammaturgico e di ricerca attorale: dove sta oggi la mia identità? Quanto è ancora il corpo il depositario di quello che sono? E quanto ho realmente delegato al web di essa? Come cambia la percezione del lutto attraverso internet? Quanto il contatto, molto più stretto e realistico che ci viene permesso oggi dall’etere, con i nostri cari defunti, sta cambiando la nostra percezione della morte e della sofferenza ad essa legata? Può davvero il nuovo contatto che il web mi consente con i morti semplificare il processo di elaborazione del lutto? “Cane Sugar” è uno scherzo che si spinge oltre il limite. Uno spunto per riflettere sulla nostra nuova immortalità, forse un nuovo modo di riproporre il mito di Frankestein, laddove il ruolo che una volta era della corrente elettrica ora è del web: spinta pulsante che rianima anche il più defunto dei corpi.

8-20 marzo 2018
Compagnia Teatro Binario 7
AMORE ORGANICO
con Alfredo Colina, Rossana Carretto, Fabio Zulli
scritto e diretto da Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Oggi tutto si può comprare. Qualcuno potrebbe dire che nei secoli è sempre stato così, ma ora più che mai è evidente il potere e il fascino che il denaro esercita. Tutto ha un prezzo, purché ci sia un compratore. Ebbene, uno dei mercati più fiorenti e longevi che la storia conosca è quello degli organi. La nostra storia si dipana esattamente tra le follie di questo mercato altamente sensibile. Un uomo e una donna hanno bisogno dello stesso trapianto di organi. Facile immaginare che, nella nostra storia, uno sia ricco e uno sia povero. E che il ricco prevarrà sul povero. Meno prevedibile è però la macchinazione che il povero sta escogitando. La ricca è una vedova senza scrupoli. Il povero è un vedovo disgraziato, senza un futuro né un passato dignitoso. E poi c’è un terzo uomo, bello, aitante, affascinante, un seduttore nato, che sconvolgerà le regole del gioco.

22-27 marzo 2018
Teatro Libero Palermo
CONTRAZIONI
di Mike Bartlett
traduzione italiana Monica Capuani
regia Luca Mazzone
con Viviana Lombardo e Silvia Scuderi
spazio scenico e paesaggio sonoro Luca Mazzone
progetto e realizzazione video Pietro Vaglica
luci Fiorenza Dado e Gabriele Circo
Una manager e una sottoposta, una serie d’interviste, una morbosa curiosità che sconfina nell’ossessiva e ingombrante presenza voyeuristica dell’azienda nella vita privata dei propri lavoratori. Un testo asciutto e crudo del giovane e affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett (Oxford 1980) – prodotto più volte dalla Royal Court e dal National Theatre di Londra – che mette due donne una di fronte all’altra, in una sorta d’intervista dove una è carnefice, l’altra è vittima. È un gioco di sottile tensione quello che si crea tra le due donne che, seppure nella consapevolezza che il potere trasforma le persone a prescindere dalla loro cultura, dal loro credo, dal loro genere sessuale, mette in luce aspetti inconsueti delle relative femminilità che si incrociano e si scontrano.

4-15 aprile 2018/prima nazionale
Compagnia Teatro Binario 7
MUNCH – La vita fa schifo, il panorama è bellissimo
di Corrado Accordino in collaborazione con Simona Bartolena
regia Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Un urlo, un grido, uno spostamento della realtà dai contorni inafferrabili, un tormento che nasce in noi e si espande sulla vita intorno a noi: questo non è Munch, o meglio, non è solo Munch. E’ l’intero Novecento che si apre su queste premesse. Dio è morto, le guerre indossano per la prima volta nella storia l’aggettivo Mondiale, Freud ha cominciato a mischiare e confondere le carte, la modernità è sinonimo di grandezza, di volontà, di spinte propositive ma anche di isolamento, di nuovi paradigmi della paura, di nuovi contorni dell’anima. Tutto si trasformerà nel Novecento, tutto perderà il suo senso riconoscibile e oggettivo per trovarne un altro, meno afferrabile, meno riducibile, più potente e anche più pericoloso. Questo Tutto o smarrimento del Tutto, di un insieme che diviene attimo e atomo assoluto, che sa sprigionare potenza e bellezza e orrore insieme, è già impresso nelle anime di quegli artisti che sono in empatia con il mondo, qualunque sia il volto che il mondo sta assumendo.

26-29 aprile 2018
Skené Company Milano
LA FORTUNA
Da Il Giocatore di Carlo Goldoni e Fëdor Dostoëvskij
drammaturgia Marika Pensa e Omar Nedjari
regia Omar Nedjari
con Enrico Ballardini, Michele Bottini, Giulia D’Imperio, Sergio Longo, Enrico Maggi, Marika Pensa
luci Ornella Banfi
in collaborazione con la Compagnia Teatrale dell’Università degli Studi di Milano e Compagnia Teatrale Odemà
Il gioco d’azzardo non è solo una malattia contemporanea, è anche il sintomo di una distorta idea della realizzazione personale e del rapporto con il proprio Ego, promossa spesso dalle dinamiche economiche e sociali. In un’ambientazione estremamente contemporanea, che tende quasi al futuro, lo spettacolo vede in scena un caleidoscopio di personaggi, che i cinque attori interpretano aiutati da maschere non più della commedia dell’arte, ma del mondo moderno, come la maschera della donna rifatta per il personaggio di Gandolfa, anziana donna che vuole a tutti i costi apparire giovane e sposare Florindo. In un incubo serrato e incalzante il protagonista vivrà la sua discesa nel baratro della dipendenza da se stesso.

2/3 e 5/13 maggio 2018/prima nazionale
TLLT – Teatro Libero Liberi Teatri
KOBANE
di Fabio Banfo
regia Manuel Renga
con Corrado Accordino, Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Matteo Vitanza, Roberta Lanave
produzione TLLT
Il testo è stato presentato in forma di lettura/studio al Milano Playwright Festival 2015
Maria ritorna a casa, convertita all’Islam, dopo essere stata rapita in territorio Siriano dai miliziani dell’Isis. Suo padre è un anziano docente di storia, malato di Alzheimer. Sua madre, Elena, sta sacrificando la sua vita per accudire il marito. Teo, il fratello, è un giovane omosessuale. Il vicino di casa, un carabiniere divorziato, cerca di aiutare Elena, di cui è innamorato. In questa piccola cellula di conflitti ideologici e di sangue, si sintetizza il magma ribollente che è oggi il Mediterraneo. Un testo che per parlare dell’Isis sceglie il tema dei foreign-fighter e di ambientare la storia in Italia, un paese di frontiera, il luogo ideale per raccontare la contrapposizione tra Occidente e Terrorismo Islamico. Una storia che si svolge in una famiglia, perché è un luogo sacro per entrambe queste due religioni, perché è un luogo di conflitti di sangue, così come lo sono i territori di guerra.

14-17 maggio 2018
Teatro dell’Allodola
LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT – UNO STUDIO
di Rainer Werner Fassbinder
con Monica Faggiani, Valentina Ferrari, Bianca Iannaccone, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco, Greta Zamparini e una giovane attrice da definire
regia Tiziana Bergamaschi
Il testo, del quale è stata realizzata anche una versione cinematografica con la nota attrice Hanna Schygulla nel ruolo di Karin, è sicuramente uno dei capolavori del drammaturgo regista tedesco e apre il ciclo dei suoi grandi melodrammi. E’ la vicenda di una stilista di moda, Petra von Kant, ricca, affascinante, intelligente, tipica figura di donna emancipata e cosciente che cade però preda dell’amore per Karin, una ragazza di estrazione proletaria spregiudicata e senza scrupoli. I ruoli si ribaltano: la donna di successo, abituata a dominare gli altri, diventa schiava del suo oggetto amoroso. La grandezza del personaggio consiste proprio nella disperata determinazione di far vivere il proprio sentimento ad ogni costo, infrangendo passo dopo passo tutte le convenzioni sociali che lo impedirebbero: il rapporto con la figlia, l’amicizia con l’amica Sidonie, il rispetto per la madre ed infine l’equilibrio “ambiguo” con Marlene, una factotum onnipresente e completamente asservita, muto testimone per tutto lo spettacolo.

18-20 maggio 2018/ Rassegna Palco Off
CHRONOS3/ La Memoria del Teatro
LA COSA BRUTTA
di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Francesca Vitale e cast in via di definizione
Premio Hystrio 2016
La storia di una famiglia come tante, senza eroi e senza vincitori, l’avventura tragicomica, allo stesso tempo comunissima e straordinaria, di un piccolo nucleo di esseri umani che affronta il tracollo finanziario, la perdita, la paura, lo smarrimento, la tristezza, l’indicibile tabù del dolore, della depressione. Fino all’invocazione della morte come liberazione e salvezza. Guardare i nostri famigliari da vicino, affacciarsi sul loro baratro e affrontare la vertigine della messa in discussione di ciò che riteniamo saggio, giusto, sensato: così una madre scopre che suo figlio è diventato un uomo e suo figlio scopre che la madre è una donna oramai anziana, fragile e fallibile, piena di ferite, meschinità e menzogne che racconta a sé stessa e agli altri, sola. Questa storia così intima e privata è adagiata sul manto muschiato della favola nera, con atmosfere che rimandano ai Fratelli Grimm e ai racconti di Hoffman, un incubo lungo una notte popolato da esseri umani, animali, forse anche mostri.

24-29 maggio 2018
Teatro del Simposio/A3 Apulia Project
STORIA DI UN IMPIEGATO
da Fabrizio De Andrè
drammaturgia Antonello Antinolfi
regia Francesco Leschiera
con Francesco Leschiera, Fabio Bagnato (chitarre e voce), Walter Bagnato (pianoforte, fisarmonica, voce), Umberto Gillio (batteria)
assistente alla regia Alessandro Macchi
La Storia di un impiegato l’abbiamo scritta io, Bentivoglio, Piovani, in un anno e mezzo tormentatissimo e quando è uscita volevo bruciare il disco. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio oscuro, difficile– (Fabrizio De Andrè in un’intervista tratta dalla Domenica del Corriere del gennaio 1974). Uno spettacolo musicale che abbina la scrittura originale alle musiche e alle canzoni dell’artista suonate dal vivo. Uno spettacolo delicato perché… le guerre quotidiane si vincono e si perdono nel più assoluto silenzio.

31 maggio-5 giugno 2018
Compagnia Óyes
IL PREFERITO
drammaturgia e regia Dario Merlini
con Daniele Crasti e Dario Sansalone
assistente alla regia Greta Gentilomo
scenografia Dario Merlini
Due fratelli. Un odio antico. Irrazionale. Uno l’opposto dell’altro e allo stesso tempo uno lo specchio dell’altro. Si combattono, si invidiano, si feriscono a vicenda da tutta una vita, rubandosi a turno ciò che hanno di più caro. Saranno costretti ad allearsi per salvare la cosa più importante: il buon nome della Famiglia, non importa a prezzo di quali menzogne e quali crimini. Perché è solo sulla famiglia che puoi contare per sopravvivere in un mondo cinico e corrotto. Faranno i conti con il loro passato e si strapperanno le reciproche maschere nell’ultimo, disperato tentativo di conquistarsi l’amore di una donna e il favore di un padre anziano, agonizzante in un letto d’ospedale carico di segreti vergognosi.

7-12 giugno 2018
PianoInBilico in collaborazione con Amor Vacui
MATER CERTA-Storie di donne che vorrebbero essere madri
di Michele Ruol
regia Lorenzo Marangoni
con Andrea Bellacicco, Silvia Giulia Mendola, Silvia Rubino, Andrea Tonin
aiuto produzione Silvia Borsari
Una coppia vorrebbe un figlio, ma non ci riesce. “Mater certa” s’infila in questa discrepanza privata per raccontare cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontrano con una realtà difficile e a volte impossibile da accettare. Il testo è strutturato in due atti: il primo, dedicato maggiormente alla figura maschile, si confronta direttamente con il mito, rivisitando la tragedia a lieto fine di Euripide, Ione, nella quale Creusa e Xuto si recano all’oracolo di Delfi perché non riescono ad avere un figlio. Il secondo atto invece è ambientato nel presente e dedicato alla sfera femminile. Segnalato al premio Hystrio Scritture di Scena 2017, questo lavoro affronta l’ossessione contemporanea per la maternità, idealizzata e indotta in forma di nevrosi collettiva.

14-19 giugno 2018
Teatrouvaille
DOVE CRESCONO LE ORTICHE
di Tobia Rossi
ispirato al film documentario “Grey Gardens” (1975) di Albert e David Maysles
regia Alessandro Castellucci
con Monica Faggiani, Paola Giacometti
e la speciale partecipazione di Justine Mattera
aiuto regia Alessandro Milone
scenografie Andrea Colombo
costumi Arionne Monique Medici
Un inconsueto pezzo di storia americana: il punto di vista di Big Edie e Little Edie Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy, indimenticata first lady e icona di stile. Una pièce dolceamara e desolata che racconta di due anime alla deriva passate alla storia come le parenti povere di Jacky, figure femminili border line perennemente sospese tra i ricordi di un passato di fasti e un futuro opaco e incerto. Lo spettacolo mostra allo spettatore, privilegiato e occasionale voyeur, la vita di questi due personaggi reali – icone cult in America ma poco conosciuti in Italia – e lo conduce alla scoperta del mondo di “mammina” e “tesoro”, creature fragili e disperate che si mantengono vive tra offese reciproche, vivono di ricordi, perlustrano la loro tenuta, i loro corpi e i loro cuori alla ricerca disperata di brandelli di umanità.

NOVITA’ ASSOLUTA!
TEATRO LIBERO
ADERISCE A
CLAPS – SPETTACOLO DAL VIVO
CIRCUITO LOMBARDIA ARTI PLURIDISCIPLINARI
NASCE LA PRIMA STAGIONE DI DANZA CONTEMPORANEA

FOCUS DANZA
Direzione artistica: CLAPS  – Spettacolo dal Vivo

“Siamo felici di poter ospitare e rendere parte integrante della nostra stagione teatrale, la rassegna Focus Danza, con la direzione artistica di Luisa Cuttini e di CLAPS – Spettacolo dal Vivo. Una programmazione continuativa da gennaio a giugno, che porterà sul palco di Teatro Libero cinque fra le compagnie più interessanti della danza contemporanea italiana, in un percorso che possa arricchire il nostro campionario umano di DISQUILIBRI”.
Corrado Accordino, Manuel Renga

IL PROGRAMMA DI FOCUS DANZA

29-30 gennaio 2018: NEW HORIZON – coreografie di Francesco Marilungo
Nel 2009 la sonda sviluppata dalla NASA per l’esplorazione di Plutone e le sue lune abbandonerà il sistema solare portando con sé un messaggio costituito da immagini e suoni, un breve autoritratto dell’uomo e della Terra destinato ad eventuali forme di vita extraterrestri.

26-27 febbraio 2018: CHENAPAN – Compagnia MF, coreografie di Francesco Colaleo
La compagnia già ospite di diverse rassegna internazionali approda a Milano con una produzione, in prima regionale, che debutta nell’ambito della rassegna.

28-29 marzo 2018: TRE/14 – Dejà Donné, Coreografia di Virginia Spallarossa
Ogni momento esistito, che sta esistendo, che esisterà, che non è mai esistito e che mai esisterà qui, contenuto nel rapporto di una circonferenza e del suo diametro.

23-24 aprile 2018: ESEMPLARI FEMMINILI – Fattoria Vittadini, coreografia di Francesca Penzo, Tamar Grosz
Il lavoro nasce dalla volontà di comprendere i diversi aspetti che arricchiscono il genere femminile e cosa significhi per due donne essere tali all’interno della società contemporanea.

21-22 maggio 2018: GEOOGRAFIE DELL’ISTANTE – TIR Danza/Manfredi Perego
L’istante è la frazione temporale che attiva il tempo dell’anima, della coscienza. Si muove tra le fratture di un tempo ordinato. Coglie, scuote, pizzica la geografia dell’anima. Genera energia, stimola percezioni, muta il corpo in funzione di ciò che è stato e lo attiva.

INFO BIGLIETTERIA:
Email: biglietteria@teatrolibero.it
Telefono: 02.8323126

ORARI SPETTACOLI:
dal lunedì al sabato alle ore 21.00 e domenica alle ore 16.00
Da maggio 2018 tutti i giorni alle ore 21

PREZZI BIGLIETTI PROSA STAGIONE 17-18:
INTERO € 18,00
RIDOTTO UNDER 25 / OVER 60 E TESSERE CONVENZIONATE € 13,00
UNDER 18 E SCUOLE DI TEATRO € 10,00

PREZZI BIGLIETTI FOCUS DANZA:
PREZZO UNICO € 13,00

ABBONAMENTI:
CARTALIBERA (5 ingressi) € 60,00
CARTALIBERA PLUS (10 ingressi) € 100,00

Teatro Libero di Milano
via Savona, 10 – 20144 Milano
www.teatrolibero.it