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Sicurezza informatica: la password non andrà più scritta ma pensata

Foto: Password

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Se fino a poco tempo fa pensare di poter gestire un computer con la sola forza del pensiero poteva apparire un’eresia, ora le cose stanno cambiando. La società americana NeuroSky ha, infatti, messo sul mercato MindSet, un congegno che costa circa 200 dollari ed è in grado di inviare via Bluetooth le proprie onde cerebrali ad un apposito software. Ricorda molto le classiche cuffie impiegate per Skype, dove, però, al posto del microfono ha un sensore di onde cerebrali collocato in fronte.
Nel corso di una conferenza internazionale sulla crittografia a Okinawa, il professor John Chuang della School of Information di Berkeley ha presentato i risultati di una ricerca secondo cui dispositivi del genere potrebbero trovare larga applicazione nel campo della sicurezza, perché le password alfanumeriche sono, ormai, inadeguate per assicurare la sicurezza informatica: è troppo semplice per hacker esperti copiarle o prevederle. Probabilmente sono molto più affidabili i sistemi biometrici, che riconoscono le persone da dettagli fisici come la retina, i connotati facciali, le impronte digitali o la voce. Nessuno di questi sistemi, però, ha raggiunto, ad oggi, dei livelli di sicurezza, economicità e facilità d’uso tali da garantire un’ampia diffusione a livello globale. Secondo il professor Chuang lettori come MindSet potrebbero rappresentare la soluzione definitiva al problema.
Nell’ambito della ricerca in questione, a diverse persone è stato chiesto di immaginare di effettuare delle azioni generiche (come ad esempio muovere un dito da sinistra a destra) o specifiche (come ad esempio cantare una canzone a scelta) e ogni volta è stato possibile usare le onde cerebrali per identificarle in modo preciso e univoco. Non è affatto impossibile, quindi, che in un prossimo futuro per avere accesso ai nostri dati sarà sufficiente pensare un passthought nell’assoluta segretezza della mente.
In commercio esistono, già, numerose applicazioni simili, come Emoc di Emotiv, oppure si possono trovare in circolazione anche altri dispositivi. Ad esempio, presso l’AT&T Innovation Showcase a New York, l’italiano Ruggero Scorcioni, della startup BrainYno, ha di recente proposto l’app sperimentale per smartphone Good Times, che è capace di capire dalle onde cerebrali se l’utente può sostenere una telefonata o se, invece, è troppo occupato oppure addormentato, facendo in quest’ultimo caso scattare l’efficiente segreteria. Invenzioni di questo tipo riguardano un futuro non lontano in cui tecnologie indossabili, come i Google Glasses, saranno alla portata di tutti, il che rappresenta una prospettiva affascinante ma allo stesso tempo un po’ inquietante, perchè saranno in grado di leggerci nel pensiero per capire da soli i nostri bisogni.

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