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Ricordi di un’Olimpiade. Rio 2016

Foto: Gregorio Paltrinieri

Foto: Gregorio Paltrinieri

A distanza di un mese dalla chiusura dei Giochi di Rio 2016 i momenti salienti e più emozionanti

Partiamo da un piccolo bilancio sull’orticello di casa nostra, soffermandoci in particolare sul medagliere, che ci ha visto chiudere al nono posto assoluto. Il presidente del Coni Malagò aveva fissato l’obiettivo di almeno 25 medaglie, e l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto grazie alle 8 medaglie d’oro, 12 d’argento e 8 di bronzo.

Discreto il bilancio della scherma, con 1 oro e due argenti, ma la vera manna è stato il tiro, con sette medaglie complessive tra tiro a segno, con 2 ori individuali di Niccolò Campriani, e 5 medaglie nel tiro al volo, con Nadi, Gaiardoni e Fioravanti.

Ottimo anche il bilancio complessivo in vasca, tra tuffi, nuoto e pallanuoto, otto medaglie in tutto. Storica l’accoppiata oro-bronzo di Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti nei 1500 stile libero. Ma si ricordano anche le due medaglie nei tuffi di Tania Cagnotto, una d’argento nel sincro 3 m con la Dallapè e una di bronzo nell’individuale assolutamente commovente, in quanto a chiusura di una carriera eccezionale.

Ma ricorderemo sempre con emozione la duecentesima medaglia d’oro italiana nella storia olimpica conquistata dall’ottimo judoka Fabio Basile, e l’argento storico conquistato nel beach volley dal duo Nicolai-Lupo, quest’ultimo vittorioso anche nello sconfiggere un tumore. O la medaglia d’oro conquistata da Elia Viviani nel ciclismo su pista, vittorioso dopo essere caduto.

I flop? Facile menzionare discipline come l’atletica, la boxe e la vela, che ci hanno visto conquistare zero medaglie, e soprattutto in pista fare non poche comparsate: non accadeva da sessant’anni, da Melbourne ’56, che non raccogliessimo neppure un podio. Per non parlare della deludente Federica Pellegrini in acqua, o di Clemente Russo, appunto, nel pugilato.

Ma i Giochi di Rio 2016 sono stati soprattutto i Giochi di Usain Bolt, alla sua terza tripletta d’oro in tre edizioni consecutive, e di Michael Phelps, che con le sue 6 medaglie (5 d’oro) di Rio ha raggiunto un primato difficilmente eguagliabile di 23 ori e 28 medaglie complessive alle Olimpiadi.

E sono stati anche i Giochi degli atleti del Team dei rifugiati (Rot), per la prima volta nella storia presenti ad un’edizione dei Giochi Olimpici. Non rappresentativo di una nazione, ma di milioni di persone in fuga dai loro paesi, a causa di guerre o perché perseguitati politicamente. “Eravamo in 10, ma abbiamo gareggiato per 65 milioni di persone: più di una grande nazione” – ha raccontato uno degli atleti, Jonas Kende. “Un esempio di speranza” – ha ribadito Thomas Bach, presidente del Cio (fonte: “gazzetta.it”). Nessuna medaglia, ma tanta commozione.

Ricorderemo anche con vivida partecipazione i momenti romantici, tra una premiazione e l’altra, come le proposte di matrimonio prima della volontaria Marjorie Enya alla rugbista brasiliana Isadora Cerullo; poi di un atleta cinese alla He Zi, seconda classificata nei tuffi, poco prima di salire sul podio in compagnia della nostra Cagnotto.

E’ stata certamente un’Olimpiade che ci ha tenuti incollati alla tv giorno e notte, partecipi ed entusiasti. E a dire del sindaco della città di Rio Eduardo Paes è stata anche “una scommessa vinta” (fonte: “Gazzetta dello Sport”), sia per lo spettacolo offerto, sia perché ora Rio sarebbe “una città migliore” in quanto a infrastrutture. Sarà proprio così? Nel frattempo ci godiamo le Paralimpiadi che si stanno tenendo in questi giorni sempre a Rio, aspettando anche con trepidazione i prossimi Giochi di Tokyo.

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