Punto e Linea Magazine

Recensione Perestrojka

ANGELS IN AMERICA – Parte II: Perestrojka Iniziamo dalla fine. La fine nel senso più pragmatico del termine, perché solo partendo da un concetto semplice si può dire qualcosa di sensato di Angels in America, scritto fra il 1991 e il 1992 da Tony Kushner, autore statunitense di origine ebraica ( ça va sans dire ). E’ un’opera così ricca di spunti, dal socio-politico, al sentimentale, passando per la religione (insomma c’è tutta la vita qui) e di rimandi letterari: dalla Sacra Bibbia a Shakespeare, ma così godibile che alla fine, dopo quasi tre ore di spettacolo, il teatro viene giù, il pubblico è entusiasta… manca solo la standing ovation. La seconda parte dell’epopea – Perestrojka – va finalmente in scena a Milano, dopo il successo di Millennium approaches nelle passate stagioni, grazie a uno splendido lavoro di traduzione (Bruni), regia (De Capitani), recitazione di una compagnia affiatatissima. Siamo a New York negli anni ’80, gli anni del conservatorismo di Reagan, del dilagare dell’AIDS con la stigmatizzazione dei gay, della cortina di ferro che ormai scricchiola. Non solo gli USA, ma tutto l’occidente vivono una sorta di apocalisse che fa perdere la testa ed ecco che il fisico si ammala e decade, la mente è invasa da visioni frutto di pura immaginazione o indotte da farmaci che servono per sfuggire alla realtà. Ci si offre un continuo contrappunto, o meglio, come lo chiama Kushner una ‘’fantasia’’ di immagini oniriche, spesso barocche rese efficacemente con elementi ben dosati, come una luce improvvisa, suoni roboanti, una recitazione enfatica, commenti musicali ad hoc: uno fra tutti ‘’Cheek to cheek’’ cantata da Fred Astaire che dice ‘’I’m in heaven’’, nota alquanto ironica verso l’anelito al paradiso dei personaggi … L’ironia ci tiene vivi, perché non ci permette di prenderci sul serio … I dialoghi sono densi di speranze, di dubbi, di desideri, che possono essere umani come quelli di Prior il prescelto dall’Angelo come Profeta, che desidera solo vivere, amare ed essere amato, o malefici come quelli di Roy Cohn, l’avvocato maccartista che a distanza di decenni gode ancora per la sentenza di morte Rosenberg, ma Ethel Rosenberg gli compare in sogno, quasi per contrappasso. C’è una sola certezza fra tutti questi dubbi e speranze: nonostante l’Angelo chieda a Prior di predicare affinché gli uomini arrestino il progresso, Prior rifiuta, il progresso è inesorabile e lui per primo desidera vivere e andare avanti. Il millennio è arrivato, la perestrojka è passata… oggi più che negli anni ’80 ci chiediamo: cosa ci sta portando il progresso? (Alessandra Antiga, 6 novembre 2009) Giudizio: *** * PRODUZIONE TEATRIDITHALIA ERT EMILA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE Con il contributo di: Next-laboratorio delle idee per oltre il palcoscenico A ngels in America – Parte II: Perestrojka di Tony Kushner Traduzione di Ferdinando Bruni (edita da Ubulibri) Uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani Con Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Ida Marinelli, Cristian Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli Scene: Carlo Sala Costumi: Ferdinando Bruni Video: Francesco Frongia Luci: Nando Frigerio Suono: Giuseppe Marzoli Milano, Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11 Dal 22 ottobre al 22 novembre 2009 www.elfo.org In alto: foto di scena © Tommaso Le Pera © Teatridithalia

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