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My Love, Don’t Cross that River

Foto: locandina film documentario My Love, Don’t Cross that River

Foto: locandina film documentario My Love, Don’t Cross that River

Una fiaba d’amore nel film documentario del sud coreano Mo-young Jin vincitore del prestigioso Audience Award

Può un film documentario sbaragliare i successi del cinema di Hollywood, quali l’ormai famoso Interstellar e attrarre al botteghino un grande numero di spettatori?
Certamente, visto che dopo il debutto sul grande schermo nel novembre 2014, ha vinto l’Audience Award e il premio per il miglior film indipendente ai Kofra Awards.
Stiamo parlando del film sud coreano My Love, don’t Cross that River, del regista Mo-young Jin, che per ben 15 mesi ha seguito e ripreso la vita quotidiana di Jo Byeong-man, di 98 anni e della moglie Kang Kye-yeol di 89 anni, sposati da ben 75 anni.

Non si tratta di finzione, perciò, ma di una favola bella, che ha il pregio di essere reale e di stupirci, intenerirci, interrogarci, proprio sulla natura e la forza straordinaria dell’amore, che se è condiviso e vissuto pienamente, acquista il valore di testimonianza  per tutti.
La pellicola, con straordinarie visioni del paesaggio montano, dell’ambiente naturale colto nel trascorrere delle stagioni, ci prende per mano e ci introduce, senza forzature, senza indiscrezioni, nel piccolo giardino del loro amore, dove tutto è quieto: i gesti, i sorrisi, le parole; il lavoro condiviso, i pasti, le feste, le occasioni di vita sociale. E quanta tenerezza negli scambi giocosi e nella cura reciproca!

All’interno della loro casa, che vanta duecento anni d’età (la somma dei loro stessi anni), o all’esterno, mentre camminano mano nella mano o sono affaccendati nelle minime minuziose faccende del vivere di ogni giorno, gli sposi si presentano impeccabili nei loro colorati abiti tradizionali che hanno preparato e indossato con ordine; con la medesima sollecitudine si rivolgono l’uno all’altro parole gentili e garbate. Ma il tempo incombe e porta con sé l’autunno della vita: lo sposo si ammala e a poco a poco perde forza ed energia, fino alla fine.

La sposa brucia gli indumenti del marito e intanto – estrema prova d’amore- gli raccomanda di vestirsi, nell’aldilà dove se ne è andato; poi siede e piange.
Un film di straordinaria intensità e commozione: sulla vita, sull’amore e sul passaggio della morte.
L’anteprima il 14 febbraio, una scelta indovinata.

My Love, Don’t Cross that River, di Mo-young Jin, Documentario, 86’, Sud Corea, 2014
Milano, Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana
Dal 14 al 21 febbraio 2017
INFO: http://oberdan.cinetecamilano.it/

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