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Montagne russe. La maschera dialogica della solitudine

Foto di scena: Montagne russe, Antonio Rosti e Rossella Rapisarda, al Teatro Litta di Milano dal 20 al 25 marzo 208

Foto di scena: Montagne russe, Antonio Rosti e Rossella Rapisarda © Lorenza Daverio

Al Teatro Litta di Milano il capolavoro di Eric Assous interpretato da Antonio Rosti e Rossella Rapisarda per la regia di Fabrizio Visconti

Riproposto al Teatro Litta dopo aver debuttato la scorsa stagione alla Sala La Cavallerizza, Montagne russe di Eric Assous, prodotto dalla compagnia teatrale Eccentrici Dadarò per il progetto La Gare, è un percorso drammaturgico che pone in una leggerezza apparente il bivio tra superficialità e coscienza, ovvero il diaframma analogico tra ciò che si è e la solitudine che appartiene alle stanze segrete della nostra più intima esistenza.

La trama sembra inizialmente ripercorrere un cliché. Un uomo e una donna, lei molto più giovane, dopo essersi conosciuti in un bar, si ritrovano uno a fianco all’altra, in un salotto a casa di lui in assenza di moglie e figlio in vacanza in una stazione sciistica. Tutto fa supporre a un finale scontato, soprattutto dopo l’ennesima bottiglia di champagne, ma in realtà il dialogo fra i due svela altre intenzioni da parte della donna che a fasi alterne, come in un saliscendi, sembra concedersi per poi esternare di volta in volta identità diverse fino al commovente epilogo finale.

Una commedia thriller-rosa, che vede in scena la coppia costituita da Antonio Rosti e Rossella Rapisarda, interpreti eccellenti nei panni già ricoperti nel 2004 da Alain Delon e Astrid Veillon, ben diretta da Fabrizio Visconti che, avvalendosi di un disegno luci di cui è autore, riesce a sottolineare quei sottotesti nelle battute attraverso i chiaroscuri indicativi dello stato d’animo dei protagonisti, dove la solitudine si affaccia dietro la routine e la maschera può essere ragione di circostanza o convenzione sociale nell’identità del quotidiano.

Uno spettacolo di un’ora e mezza senza sbavature per ritmo e climax drammaturgico, che nella sua apparente semplicità diviene scuola di teatro per intensità e indagine profonda dell’individuo, pur nell’accezione di una satira di costume che trapela nell’ironia la consistenza onirica di cui i nostri sentimenti sono costituiti. Da manuale.

Giudizio: ***

Produzione ECCENTRICI DADARÒ
Coproduzione Arterie C.I.R.T.

Progetto La Gare

Montagne russe di Eric Assous
Con Rossella Rapisarda, Antonio Rosti
Regia di Fabrizio Visconti 

Scene: Marco Muzzolon
Costumi: Mirella Salvischiani
Disegno luci: Fabrizio Visconti
Musiche originali: Marco Pagani

Milano, MTM Teatro Litta
Dal 20 al 25 marzo 2018
www.mtmteatro.it

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