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Mi pop: uno spazio per talenti emergenti a MI Prêt-à-porter

Foto © Roberta MasiSta per iniziare uno degli eventi più attesi del settore Moda, la Milano Fashion Week Autunno Inverno 2010-2011, fabbrica di sogni e speranze, nonché una delle principali vetrine internazionali del settore fashion.

In linea con l’orientamento degli ultimi anni, anche in questa edizione l’attenzione sarà puntata, oltre che sui big, anche sulle nuove generazioni: 10 designer emergenti avranno, infatti, l’opportunità di presentare le loro collezioni direttamente nel tempio della moda milanese, all’interno della Fiera Milano City, dove rimarranno in mostra dal 26 febbraio al 1 marzo. Sono tutti giovani italiani ad alto potenziale, alcuni già affermati, altri meno conosciuti, con un’età che non supera i 35 anni.

Anticonformismo, originalità, freschezza e un talento sopra le righe sono gli ingredienti principali delle proposte di questi designer esordienti, che hanno tutte le carte in regola per diventare i nuovi guru del fashion del futuro. Idee all’avanguardia, rivisitazioni in chiave innovativa di passato e presente, spesso supportate da un’accurata ed evidente ricerca sulle forme e sui materiali, danno vita a un lavoro che rifugge dalla banalità, dalla standardizzazione e dalla serialità. Anche la vena pop, da cui il nome della rassegna “Mi Pop”, è presente come una corrente esplosiva.

Tra i fortunati espositori troviamo il già noto duo di Leitmotiv. Ha esordito nel 2007 con una mostra basata sul connubio tra arte e moda, rimasto il carattere dominante del brand, ed è composto da Fabio, milanese, attratto dalla moda, dai tagli di tipo sartoriale e dalla geometria, che cura la struttura, la linea e le forme degli abili, e Juan, colombiano, dallo spirito più artistico, che si occupa del senso estetico, dei texture, dei colori e delle immagini.

Allure parigina ed estro umoristico distinguono lo stile della 32enne perugina Vivi Ponti, in arte Vivetta, che, dopo aver maturato una solida esperienza con grandi nomi della moda, si è messa in proprio firmando una suggestiva linea dall’ispirazione un po’ retrò e kidult. Debutta a Parigi nel settembre 2008 con una linea che porta il suo nome e vince l’edizione francese di Who’s on next. Pezzi forti per la prossima stagione: gonne cartoon e abiti gabbia, che mutuano delizie ottocentesche, pastrani con fiocco e colori pastello, per un look un po’ nostalgico e fanciullesco, ma al tempo stesso moderno e di charme.

Meno noti, probabilmente ancora per poco, i due ex studenti di Marangoni (Lucio Vanotti e Marika Masi) che hanno fondato nel 2003 il marchio February. February trae la sua ispirazione dalla cultura techno, tipica degli anni ’90, e dai Manga giapponesi degli anni ’70 e ’80. Nei capi in mostra è evidente il desiderio e la nostalgia dell’infanzia. Le loro produzioni combinano design minimal e spiccato senso grafico con praticità e completa versatilità dei capi. Pulizia estrema e rigore morfologico esprimono i tratti salienti del loro linguaggio espressivo.

Innovazione e funzionalità sono anche le caratteristiche distintive della 31enne Suzanna Gioia di Lemuria, che indirizza la propria ricerca sulla multifunzionalità estrema di un abito, puntando su un capo che si trasforma in decine di diversi modelli, come dimostrano i suoi cocoon dress da de/ricostruire a piacimento.

Architettura e design ispirano, invece, Paolo Errico, di origine genovese, che ha iniziato la sua carriera collaborando prima con Calvin Klein e Versace, poi con il Gruppo Zegna disegnando Agnona. Nel 2004 fonda il suo brand, presentando nello stesso anno la sua prima collezione a Milano.

La geometria imperversa anche da Frei und Apple, marchio di origine piuttosto recente (2009), creato da Carina Negrone, 33enne genovese. Nella nuova collezione vige uno strano melting pot fra lo spirito di Courrèges, gli anni Settanta e le “can” di Warhol. Trionfano i contrasti forti e gli accostamenti inusuali, stampe e colori non passano inosservati. Effetti digitalizzati danno vita addirittura ad un giglio toscano.

Connotata dalla ricerca di una linearità grafica, sofisticata e minimalista, anche l’estetica della linea Misuraca, di Gianfranco Fenizia, special guest che sfugge al computo anagrafico (ma rientra in quello stylish) e predilige linee spoglie e silhouette molto asciutte e sobrie.

Degni rappresentanti del design di accessori sono Federica Moretti, modenese di 27 anni, Georgia Turri, 29enne italo-brasiliana, e Manuel Bozzi.

Il successo riscosso dalla linea Federica Moretti Hand Made testimonia la crescente importanza degli accessori nel look femminile. La stilista trasforma il classico cappello in un’autentica opera d’arte, accessorio molto glamour capace di dare un tocco di classe a qualsiasi donna lo indossi. Le sue ultime creazioni sono sculture armoniose, che si sviluppano leggere dalla base di un volant inferiore ottenuto dal recupero del feltro, che verrebbe solitamente eliminato nel processo finale. Già apprezzata sui mercati internazionali (i suoi copri capi sono venduti anche da Barney’s a New York, Boston e Beverly Hills), i suoi capolavori si possono acquistare anche in alcune tra le più prestigiose boutique italiane. Vanta molte collaborazioni con Giuliano Fujiwara, Moschino e Mila Schön.

La ricerca del bello e dell’armonia e la semplicità delle linee e volumi danno vita alle calzature di Georgia Turri, dallo stile sontuoso, iper fashion e al tempo stesso portabili. Estro e gusto si fondono insieme, rielaborando in modo personale correnti culturali internazionali di ogni tipo e d’ogni tempo, oggetto di un approfondito studio. L’attenzione verso una produzione di tipo artigianale nella migliore tradizione italiana, la cura dei dettagli, la scelta dei materiali, la passione per l’alta moda e la continua ricerca del perfetto equilibrio di forme, linee e colori contribuiscono a garantire un elevatissimo livello qualitativo dei prodotti, per uno stile unico e raffinato.

Degna di nota anche la rock di jewellery Manuel Bozzi, un’artista che approda all’oreficeria dopo una serie di esperienze maturate nel teatro e nella scultura, passando per la pittura all’artigianato antico. Il singolare talento di Manuel Bozzi è stato scoperto dai geniali stilisti francesi Marithè e François Girbaud, con i quali il giovane designer inizia nel 2000 un importante serie di collaborazioni, che lo portano, nel 2003, a decidere di dar vita a gioielli firmati col suo nome.

La presenza di un numero sempre più crescente di stilisti emergenti, con la loro freschezza, originalità, voglia di sperimentazione e di essere sempre all’avanguardia, testimonia in modo inequivocabile che l’intercapedine giovane di Milano Prêt-à-Porter è sempre più solida, segnale che la kermesse guarda sempre di più al futuro.

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