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La Signoria del Vento, quando la velocità incontra il mito

Foto di scena: Mythos Festival - La Signoria del Vento, al Teatro San Babila di Milano il 4 e 5 novembre 2017

Foto di scena: Mythos Festival © La Signoria del Vento

Per Mythos Festival al Teatro San Babila di Milano, il lavoro sulla vita di Ayrton Senna firmato da Lorena Nocera su testo di Rocco D’Onghia

Ayrton Senna (1960 – 1994) non fu il campione di Formula 1 che vinse più titoli, ma di certo quello che andò più veloce sfidando le stesse leggi della natura. Una velocità che assume aspetti metafisici, quasi esoterici, e che Lorena Nocera, regista nonché splendida interprete della sorella del campione brasiliano, Viviane, ha saputo ben tradurre grazie al testo di Rocco D’Onghia e all’eccellente cast che l’ha accompagnata nel lavoro teatrale.

La Signoria del Vento, andato in scena al Teatro San Babila di Milano il 4 e 5 ottobre a chiusura della seconda edizione di Mythos Festival, è uno spettacolo sulla celebrazione del mito vissuto grazie all’intermediazione del sogno. La vita di Ayrton è in fondo solo la piattaforma su cui D’Onghia indaga il confine tra l’esistenza e l’aldilà, raggiunto grazie a quella sublimazione del reale che si ottiene con un’estrema dinamicità cinetica già cara ai futuristi. L’incidente che costò la vita a Senna nell’autodromo di San Marino, a bordo della sua FW16 Williams, risulta l’ultimo atto di una ricerca estetica tesa a raggiungere la sfera del divino, sfida eroica che nella scuderia della McLaren l’aveva già portato all’antagonismo con Alain Prost, avversario che lo superò nelle vittorie, ma non nell’audacia delle prestazioni.

La pièce è ben studiata e interpretata, anche in quell’elemento di classicità che trova nel personaggio di Ayrton e della sorella i coreuti dei due mondi, quello dei vivi e quello delle anime migranti. La porta dimensionale che li collega è data dall’attività onirica, esercitata da Viviane come da una fan orientale e lo stesso Prost. Ad ausilio di Ayrton nell’Oltretomba, un meccanico esperto che nella sua vita ha conosciuto tanti piloti di Formula 1, e che aiuta il campione trasmigrato a costruire un go-kart come quello con cui ha iniziato a correre. La sensazione è quello della continuità e perfezione di un rapporto umano con quello sovraumano, sancito dal vento che libera le anime dai loro corpi, sottolineato dalla lirica Modern Love di David Bowie che recita «I’m standing in the wind, But I never wave bye-bye» (sono esposto al vento, ma non dirò mai addio), al di là di ogni morale, convenzione, religione. E la vera sconfitta, a questo punto, è la morte, soffocata dall’eternità del mito.

Giudizio: ***1/2

MYTHOS FESTIVAL – II Edizione

Produzione Teatro Crystal Lovere – Compagnia Olive a pArte

La Signoria del Ventodi Rocco D’Onghia
Con (in ordine alfabetico):
Nana Funabiki, Tiberio Ghitti, Lorena Nocera, Marco Pepe, Fabrizio Rocchi
Regia di
Lorena Nocera

Spazio scenico e costumi: Giulia Bonaldi
Disegno luci:
Christian Laface

Milano, Teatro San Babila, C.so Venezia 2/A
Sabato 4 e domenica 5 novembre 2017
www.teatrosanbabila.it

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