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La Rocca Sanvitale di Fontanellato

Foto: Rocca Sanvitale di Fontanellato

Foto: Rocca Sanvitale di Fontanellato © Gaia Gulizia

Prendiamo una domenica d’estate, o di tiepido autunno e, attraverso un percorso agevole e ameno si giunga da Milano a Fontanellato, a circa 19 km da Parma …

Si lascia l’auto e dopo pochi passi si entra nell’antico borgo … ed ecco, la rocca è già lì che ci attende: si erge tra le case come un animale preistorico sopravvissuto allo scorrere del Tempo; un dinosauro addomesticato, che si lascia avvicinare e ammirare in tutta la sua sognante bellezza. L’ampio fossato che la circonda, colmo d’acqua di risorgiva, ne riflette l’immagine capovolta, come in un traslucido specchio.
Si attraversa un ponte di pietra e si entra nella bocca dell’antico mastio, giungendo nel cortile.
Qui una guida ci introduce all’appartamento nobile dei Sanvitale ed è tutta meraviglia: sale arredate, stanze affrescate, sala dello stendardo e camera ottica.

La saletta di Diana e Atteone, con la storia poetica ed emozionante, tratta dalle “Metamorfosi” di Ovidio, è un autentico gioiello del Parmigianino. L’affresco, disteso su 14 lunette, è un racconto in sequenza che ci affascina; mentre al centro del fitto pergolato sul soffitto, spiccano, come monito, due parole: “Respice finem”, che ci rimandano alle vicende di Gian Galeazzo Sanvitale e di sua moglie Paola Gonzaga.
Il percorso all’interno delle sale del pianterreno, colme di arredi e di bellezza, valgono un pezzo di storia vissuta e tangibile, assolutamente da preservare.

Altrettanto stupore coglie i visitatori, quando, nell’ala sud del castello, si penetra nella Camera Oscura, ossia la Camera Ottica, che ha il pregio di essere l’unica camera ottica ottocentesca in funzione in Italia.
Voluta dal conte Giovanni Sanvitale alla fine del diciannovesimo secolo, come particolarissimo gioco di società, è situata in uno spazio circolare molto buio.

L’apparecchiatura si avvale di due sistemi di specchi e di un prisma, collocati in corrispondenza delle antiche feritoie, che permettono, quasi per magia, la proiezione su tre schermi dell’immagine della piazza antistante la rocca stessa, in tempo reale.
Si assiste all’esperimento, con curiosità e interesse.
Si viene anche a sapere che nel 1964 alcune sequenze del film di Bertolucci “Prima della rivoluzione” furono girate qui.

E, per finire, si può ammirare lo “Stendardo della Beata Vergine di Fontanellato”, visibile dal marzo del 2015, uno stupefacente drappo rosso lungo 5 metri e alto 4 metri, forse utilizzato come “bandiera di nave”, che aveva come capitano un nobile Sanvitale…chissà: questo tuffo nella storia è colmo di misteri…
A che servirebbero i castelli, se no?

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