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La Forza sia con voi, la saga di Star Wars secondo Paolo Gulisano

Foto: copertina  libro “La Forza sia con voi”

Foto: copertina libro “La Forza sia con voi” © Àncora

Un libro che mancava, quello di Paolo Gulisano scritto insieme a Filippo Rossi e intitolato La Forza sia con voi, e che va ben oltre i soliti approcci al tema, spesso tra il ludico e il discutibile, e che affronta il mito strawarsiano con un piglio intelligente e decisamente maturo. Non è proprio una caso che Gulisano sia studioso e divulgatore dell’opera di Tolkien, C.S. Lewis, J.M. Berrie, Herman Melville e Oscar Wilde e Chesterton (è anche vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana, ndr), oltre che autore di studi sulla Scozia, sulla mitologia e su temi religiosi.

Gli autori raccontano di come il tutto è iniziato, a partire da una sceneggiatura che fa addirittura un baffo al Manzoni, che per i suoi “I promessi sposi” si limitò a sole tre stesure (“Fermo e Lucia”, poi “Gli sposi promessi”, fino alla versione finale a noi nota, ndr), facendoci contare quattro sceneggiature, più un ulteriore rimaneggiamento, solo del primo “Guerre stellari” del ’77. Questo senza dimenticare la grande colonna sonora scritta da John Williams, e che è ormai asse portante dell’intera narrazione.

Una fantascienza-fantasy che attinge direttamente dalla cultura del ciclo arturiano quanto dal cinema di Akira Kurosawa, e nell’episodio VII, “Il risveglio della Forza”, vede nell’eroina Rey un personaggio alla Hayaho Miyazaki, per una saga che rapidamente si è trasformata in fantascientifica-fantasy-bellico-western. Un ponte tra antiche culture, quella nippo-cinese e l’altra europea, con l’inserzione del fumetto americano anni ’30, Flash Gordon in prima fila con cui il file rouge è ben evidente, la letteratura britannica anni ’40, da “Il signore degli anelli” di Tolkien al ciclo letterario di C.S. Lewis, passando alla letteratura di Edgard Rice Burroughs con “John Carter”, fino ai romanzi di “Dune” di Frank Herbert.
In particolare, l’opera scava nel mito e nell’idea di archetipo, trovando solidi riferimenti nel pensiero di Joseph John Campbell, saggista americano, storico delle religioni e studioso di miti, scomodando poi, legittimamente, anche Carl Gustav Jung. Perché all’interno del pastiche cinematografico, e successivamente letterario, fumettistico e di videogiochi, di cui George Lucas è stato, e in qualche modo ancora è, il deus ex machina, il cosiddetto iceberg narrativo, ossia il non detto, citando Ernest Hemingway, è sempre maggiore di quanto finora raccontato.

Inoltre, questo saggio è un’attenta analisi di tutta la mercanzia starwarsiana, dal racconto di formazione in cui gli eroi crescono, diventano adulti e poi invecchiano, e muoiono, passando in alcuni casi attraverso alla banalità male, sviluppato da Anna Arendt, all’idea di male assoluto, senza risparmiare critiche, condivisibili, agli intoccabili Jedi, visti anche come cattivi e fallimentari maestri in qualche modo causa della loro stessa caduta per una freddezza che non gli ha permesso di interpretare correttamente il presente di tanto tempo fa, in una galassia lontana.

Gli ulteriori spunti di riflessione che emergono riguardano anche la contrapposizione tra l’idea di presente, su cui concentrarsi, appunto, piuttosto che il perdersi in elucubrazioni su di un futuro incerto, e per questo ancora là a venire, sul tanto citato equilibrio della Forza. Inevitabile, quindi, l’analisi di questa anakineide, con vede al centro proprio Anakin Skywalker/Darth Vader, la quintessenza della tragedia umana di un personaggio che, a dispetto di un potere smisurato, fallisce praticamente sempre e in ogni ruolo. Un character dannato persino dall’amore, prima per la madre Shmi e poi quello amoroso-coniugale per l’amata Padmè Amidala, che lo porterà alla rovina, ma infine redento da quello figliale. Un protagonista indiscusso che abbiamo visto a vario titolo in sette degli otto film finora realizzati (incluso “Rogue One”, ndr), e la cui eredità si spinge anche nei successivi, da “Il risveglio della Forza” al prossimo in uscita a Natale, “Gli ultimi Jedi”, mattatore che non si palesa nella Forza come Obi-Wan Kenobi o Yoda (per cui la morte non è morte) ma attraverso la sua pesante eredità che ha un riverbero ancora fortissimo. Nemmeno così alla lunga, il tutto volge in un discorso antropologico, in quando discorso sull’uomo, sulle sue paure, aspirazioni, obiettivi e bisogni, distante da noi soltanto attraverso uno schermo cinematografico, o televisivo.

Paolo Gulisano – La Forza sia con voi -  Àncora – 17,00 €

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