Punto e Linea Magazine

La Bella Molinara al Conservatorio di Milano

Foto: una sequenza de La Bella Molinara, spettacolo rappresentato al Conservatorio di Musica di Milano Giuseppe Verdi giovedì 5 ottobre 2017

Foto: una sequenza de La Bella Molinara © Conservatorio di Musica di Milano Giuseppe Verdi

Nato da un progetto di Stelia Doz, un percorso di canzoni, Lieder, ariette di Franz Schubert, Giovanni Paisiello e Ludwig Berger elaborato dagli studenti di Composizione del Conservatorio di Milano

La Bella Molinara, spettacolo andato in scena presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano giovedì 5 ottobre, è il frutto di una ricerca condotto dalla docente Stelia Doz con gli studenti di Composizione sulla celebre opera di Franz Schubert.
Il lavoro parte da un presupposto significativo poco conosciuto: la prima esecuzione di Die schöne Müllerin non fu musicata da Schubert, ma nacque in un contesto giocoso creato dal compositore Ludwig Berger che intonò nell’inverno del 1816 alcune poesie di Wilhelm Müller, poeta del ciclo shubertiano, con altri scritti di alcuni giovani berlinesi. Un Liederspiel intitolato alla vicenda della Molinara, che vede tra i protagonisti Luise Hensel, ispiratrice di Müller, suo fratello Wilhelm, il futuro sposo di Fanny Mendelssohn, compositrice sorella del più noto Felix, oltre alla giovanissima Hedwig Stägemann.
L’insieme di questi testi, aggiunti a quelli di Schubert, hanno creato il contesto di questa storia a più personaggi, messa in scena coadiuvata da un suggestivo impianto visivo e dalla presenza di sopratitoli.

Gli strumentisti dell’ensemble, diretti dal giovane Lee Deun, hanno accompagnato con le note di Schubert, Paisiello e Berger l’azione scenica dei personaggi, costituiti dal tenore Stefano Gambarino nel ruolo del mugnaio, dalla soprano Mariachiara Cavinato nella parte della Molinara Rose, dalla mezzosoprano en travesti  Vittoria Vimercatinei panni del giardiniere, e il baritono Kim Sunghun, nella doppia interpretazione del cacciatore e padrone, realizzando un’autentica simmetria tra espressività in costante relazione e compresenza.

L’ensamble interpretativo e musicale, per la regia di Laura Cosso, provoca una sinestesia che corre dalle immagini, veri affreschi bucolici, evocativi del profumo di fiori e muschio, alle note scandite dei grandi autori reinventate per l’occasione, con inserimenti contemporanei che danno origine a suggestioni care alle esperienze delle avanguardie storiche e le neoavanguardie.
Il risultato è quello di un work in progress significativo, che può costituire il primo passaggio per un innovativo percorso musicale. Si crea infatti una sorta di diaframma temporale, ottimizzato dalla direzione di Lee Deun, dove si ha la sensazione di un dialogo poetico tra due contesti, quello canonico dell’Ottocento e quello contemporaneo, una sinergia che gratifica il lavoro di ricerca e dimostra l’attualità evocativa dell’opera rappresentata.

 

LA BELLA MOLINARA
non solo Schubert – tra Italia, Vienna e Berlino
da un’idea di Stelia Doz; regia di Laura Cosso; immaginario visivo di Gian Luca Massiotta

canzoni e Lieder di Franz Schubert, Giovanni Paisiello, Ludwig Berger
elaborati dagli studenti di Composizione del Conservatorio di Milano

ensemble strumentale e cantanti del Laboratorio del Conservatorio di Milano
tenuto da Marco Pace, Emanuela Piemonti, Laura Cosso, Stelia Doz

Personaggi:
Il
Mugnaio, tenore STEFANO GAMBARINO
Rose, la Molinara
 soprano MARIACHIARA CAVINATO
Il giardiniere,
mezzosoprano en travesti VITTORIA VIMERCATI
Il Padrone,
baritono KIM SUNGHUN
Il cacciatore,
baritono KIM SUNGHUN

Strumentisti dell’ensemble:
FRANCESCO PAVAN, violino
MATILDE SIMIONATO, viola
IVO MARTINENGHI, violoncello
RICCARDO BUOLI, contrabbasso
MIRIAM MARCONE, clarinetto in si b e clarinetto basso
CARLOTTA RAPONI, flauto e ottavino
GIOELE CORRADO, corno
JIN YING e RYU SINYEOL, pianoforte
LEE DEUN, direttore

Conservatorio di Milano, Sala Verdi
Giovedì 5 ottobre 2017
http://www.consmilano.it/

Comments are closed.