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Johan Cruijff

Foto: Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan (Amsterdam, 25 aprile 1947 – Barcellona 24 marzo 2016)

Foto: Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan (Amsterdam, 25 aprile 1947 – Barcellona 24 marzo 2016)

Se ne va il genio rivoluzionario del calcio

Si è spento all’età di 68 anni, lo scorso 24 Marzo a Barcellona. E’ stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, giocando a cavallo degli anni sessanta e settanta. Joahn Cruijff ha reinventato il calcio assieme al suo Ajax prima, alla Nazionale e al Barcellona dopo.

All’inizio degli anni ’70 Cruijff ha esportato quello che sarebbe divenuto “il calcio totale”, un gioco senza schemi fissi e senza ruoli, in cui lui e i suoi compagni si alternavano nella costruzione del gioco e nella difesa, sacrificandosi l’uno per l’altro, ma allo stesso tempo esprimendo tutta la creatività possibile, incarnata dallo stesso Cruijff. In un tempo in cui esplodevano le prime contestazioni giovanili e facevano la loro comparsa i figli dei fiori, lo sport esprimeva la sua piccola rivoluzione con fuoriclasse come Villeneuve nell’automobilismo e, appunto, Johan Cruiff nel calcio.

Da calciatore ha vinto 3 Coppe dei Campioni e 3 “Palloni d’oro”, tutti con il suo Ajax, e ha portato la sua Nazionale a giocare una finale del Mondiale nel 1974, perdendo contro i padroni di casa tedeschi dell’altro fuoriclasse Beckenbauer. Ha segnato la bellezza di 392 gol in 520 partite senza essere un centravanti puro, con il suo numero 14 sulla maglia a testimoniarne l’anarchia, in un tempo in cui le numerazioni dei giocatori erano fisse dall’1 all’11. Il fuoriclasse olandese era fatto così.

« E’ stato uno di quei grandi calciatori capaci di entusiasmare quando cominciava a giocare – racconta di lui il mitico campione inglese Bobby Charlton – ed è stato uno dei più grandi calciatori che io abbia mai visto » . E aveva « eleganza nella corsa con la palla ai piedi, sembrava una gazzella » – sembra fargli eco l’ex bomber rossonero Pierino Prati (fonte: “repubblica.it”).

Come allenatore il genio “orange” proseguì con la sua idea di calcio rivoluzionario, e portò prima il suo Ajax a vincere la Coppa delle Coppe nel 1987 e poi il Barcellona a vincere la Coppa dei Campioni nel 1992.
Ha ispirato il calcio moderno, dal Milan di Sacchi al Barcellona di Pep Guardiola.
Sempre in controtendenza, nel calcio come nella vita.
Leggendario.

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