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Il teatro comico di Goldoni diretto da Roberto Latini in scena a Tunisi

Foto di scena: Il teatro comico di Carlo Goldoni, regia di Roberto Latini © Masiar Pasquali

Foto di scena: Il teatro comico di Carlo Goldoni, regia di Roberto Latini © Masiar Pasquali

Giovedì 29 marzo 2018
Lo spettacolo del Piccolo Teatro di Milano

parte per una tournée nel Mediterraneo promossa dal MAECI
con Istituto Italiano di Cultura, Ambasciata d’Italia a Tunisi
e Théâtre National Tunisien
nell’ambito del progetto ‘Italia, Culture, Mediterraneo’

Dopo le recite milanesi, Il teatro comico di Carlo Goldoni, diretto da Roberto Latini e prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, sarà al centro di una tournée nel Mediterraneo, promossa dal MAECI, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia a Tunisi, nell’ambito del progetto ‘Italia, Culture, Mediterraneo’. Lo spettacolo sarà in scena al Théâtre National Tunisien, giovedì 29 marzo 2018, in occasione della Semaine de la Journée Mondiale du Théâtre. Sono in programma anche due giornate di masterclass tenute da Roberto Latini, che coinvolgeranno gli allievi dell’École de l’Acteur di Fadhel Jaībi.
A novembre, lo spettacolo sarà al Festival Internazionale di Istanbul, anche in questo caso con un corollario di incontri con il pubblico e workshop formativi del regista e degli attori dello spettacolo.

Attore, autore e regista, recentemente premiato con l’Ubu 2017, Roberto Latini ha curato la sua prima regia in una produzione del Piccolo, con una compagnia inedita e un Goldoni, che, nelle sue intenzioni, ha il sapore di un Pirandello ante litteram.
È il Novecento stesso, infatti, le sue contraddizioni, ma anche le sue scintillanti consapevolezze, che il regista intuisce brulicare in quest’opera, alle basi stesse del teatro moderno. Il teatro comico, lo dice Goldoni, è Commedia che si pone come prefazione di tutte le sue Commedie e, nella lettura di Latini, prefazione di modernità, coscienza rivoluzionaria del teatro stesso. Un allestimento perfetto per il Grassi, ‘la casa di Arlecchino’, a rivelare i diversi volti di un autore che – sono parole del regista – ‘ha preso il passato per andare avanti’.

Questa, ch’io intitolo Il teatro comico, piuttosto che una Commedia, prefazione può dirsi alle mie Commedie. Così Carlo Goldoni si rivolge ai lettori nella premessa all’edizione a stampa del testo teatrale che rappresenta il punto di svolta di tutta la sua opera. “Alla metà del Settecento – spiega il regista, Roberto Latini – Goldoni scrive una commedia che parla di teatro. È una cosa che ha il sapore di Pirandello quasi due secoli prima, sembra avere a che fare con il Novecento e con la sua capacità di riflettere su se stesso, da Artaud in poi, passando per Pirandello, Beckett, Pinter, Ionesco, Müller… Non è teatro nel teatro, è la coscienza del teatro”. È il 1750, Goldoni ha quarantatré anni e vuole abbandonare gli stereotipi della Commedia dell’Arte per esplorare un territorio nuovo. Desidera che il pubblico gli sia complice in questa avventura, destinata – e non sbagliava – a gettare le basi del teatro moderno. Così nel Teatro comico mette in atto l’astuzia teatrale di raccontare la riforma che ha in mente, facendola recitare ai suoi attori: in un teatro, una compagnia sta provando la farsa Il padre rivale del figlio; ci sono le maschere – Pantalone, Brighella, il Dottore, Arlecchino – gli attori che interpretano le amorose e gli amorosi; c’è un capocomico, Orazio, che vuole convincerli ad abbandonare la tradizione dell’improvvisazione per imparare a studiare, a “pensare” e a sostenere il personaggio, a partire da un testo scritto. “Goldoni demolisce e rifonda il teatro italiano – continua Latini – avendo la sensibilità di farlo attraverso un meccanismo, una macchina, intrinseci al teatro stesso. Ci sono classici che credo vadano esplorati in questo nostro tempo. Ci sono messe in scena di classici, che a loro volta sono diventate patrimonio culturale nazionale. Così, al Piccolo, avere in cartellone nella stessa stagione l’Arlecchino di Strehler e Il teatro comico può essere un modo per arricchire il ritratto dell’autore che ha preso il passato per andare avanti, che ha fatto scaturire una rivoluzione da dentro il meccanismo stesso del teatro. Così come rivedere lo stesso Arlecchino, dopo avere assistito a Il teatro comico, può essere l’occasione per aggiungere ‘qualcosa’ a uno spettacolo mitico”.

INFO: www.piccoloteatro.org

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