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GIORGIO STREHLER. L’umanità del teatro

Foto: Giorgio Strehler durante le prove de “Il giardino dei ciliegi” di Cechov, 1973

Foto: Giorgio Strehler durante le prove de “Il giardino dei ciliegi” di Cechov © 1973 Ciminaghi

Dal 28 ottobre al 24 dicembre 2017
Al Piccolo Teatro di Milano
due mesi di spettacoli, incontri, proiezioni, mostre
per ricordare il regista a vent’anni dalla morte

Il teatro, proprio perché teatro, anche mentre si sta preparando, è sempre e soltanto un profondo atto d’amore, un atto completamente “umano”. Richiede sempre una illimitata sottomissione ai battiti del proprio cuore. È un esercizio spirituale e fisico al tempo stesso, nel senso più completo della parola, un esercizio pericoloso e difficile, che può essere svolto solo a costo di un totale, assoluto, abbandono di sé.        
Giorgio Strehler

Il 24 dicembre 1997, a 76 anni (era nato il 14 agosto del 1921) Giorgio Strehler moriva nella sua casa di Lugano. Da venti giorni aveva iniziato le prove di Così fan tutte di Mozart-Da Ponte, l’opera lirica con cui aveva scelto di inaugurare la nuova sede di Largo Greppi, oggi a lui intitolata. Lo spettacolo sarebbe andato in scena il 28 gennaio 1998.

Vent’anni dopo, pochi mesi dopo aver festeggiato il 70° anniversario della fondazione del Piccolo, chi con Strehler ha lavorato racconta il lavoro del regista che dal 1947 al 1997 ha scritto la storia artistica e umana di questo teatro.

Il concerto di Ornella Vanoni, a fine ottobre, apre idealmente i due mesi di programmazione dedicati al regista. Tra novembre e dicembre, quattro serate intitolate agli autori – Cechov, Shakespeare, Brecht e Goldoni — con cui Strehler intrecciò negli anni un rapporto d’amore e di profonda sintonia intellettuale raccontano il “metodo Strehler”, attraverso testimonianze di artisti e collaboratori, in video e dal vivo, alternate a proiezioni di frammenti di spettacolo, letture con i giovani attori diplomati alla Scuola del Piccolo e a un contrappunto musicale sulle note di Fiorenzo Carpi, in collaborazione con il Conservatorio di Milano.

Un calendario di proiezioni integrali di spettacoli strehleriani – filmati, in alcuni casi, quasi del tutto sconosciuti – al Chiostro Nina Vinchi, una video installazione multimediale nello Spazio Rovello 2 in collaborazione con il Politecnico di Milano, un racconto per immagini e oggetti nei foyer del Teatro Strehler, la proiezione dei Mémoires sulla facciata di Palazzo Reale e la presentazione di un documentario a cura del critico Maurizio Porro completano il percorso strehleriano.

Come ‘restituire’ questa ‘inafferrabile’ generosa complessità di Giorgio Strehler a vent’anni dalla morte? Come far rivivere per chi ‘c’era’ e far vivere a chi ‘non c’era ancora’ la straordinaria avventura umana, teatrale, poetica?
Condividendo, per chi li ha, i ricordi di momenti entrati nella vita di tutti noi e ‘tramandando’, a chi nel presente e nel futuro del teatro vive, le ragioni per dedicarsi a questo ‘mestiere’ con passione e rigore.       
Sergio Escobar

Strehler e… Cechov, Shakespeare, Brecht, Goldoni

Cechov, Shakespeare, Brecht, Goldoni: autori che hanno accompagnato il mio cammino di regista in tutti questi anni. Ognuno di questi autori è il segno di una certa coerenza. Ad essi ho dedicato il mio tempo, la mia fatica. Essi sono come una specie di basso continuo che risuona lungo un grande lavoro di teatro e dal quale divergono e si innalzano linee melodiche diverse, per sempre legate ad un filo conduttore segreto.
Giorgio Strehler

Teatro Studio Melato, 24 novembre 2017 ore 18 (ingresso gratuito)
Strehler e Cechov
coordina Fausto Malcovati
con la partecipazione di Valentina Fortunato, Lev Dodin e Carlo Tognoli
testimonianze in video di Valentina Cortese, Monica Guerritore, Jack Lang e Luciano Damiani
letture degli attori diplomati alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo
musiche di Fiorenzo Carpi
eseguite dagli allievi del Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Milano
Alcuni attori protagonisti di storiche regie strehleriane – con Lev Dodin, maestro del teatro russo per il quale Cechov è l’autore di riferimento – ricostruiscono il rapporto di Strehler con la poetica cechoviana. È un viaggio emozionante in cui Strehler trovò una sintonia straordinaria con lo scenografo e costumista Luciano Damiani. Jack Lang e Carlo Tognoli fanno rivivere la grande utopia realizzata del Teatro d’Europa, dalla concezione alla realizzazione.

Teatro Studio Melato, 4 dicembre 2017 ore 18 (ingresso gratuito)
Strehler e Shakespeare
coordina Maurizio Porro
con la partecipazione di
Georges Banu, Massimo Foschi, Ezio Frigerio, Gabriele Lavia, Maurizio Nichetti
testimonianze in video di Franco Graziosi, Giulia Lazzarini, Ariane Mnouchkine,
Ivana Monti, Giuseppe Pambieri, Ottavia Piccolo, Lia Tanzi
letture degli attori diplomati alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo
musiche di Fiorenzo Carpi
eseguite dagli allievi del Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Milano
Tredici regie dell’autore che ha “inventato l’uomo”. Una relazione che è durata negli anni e ha dato vita a capolavori di poetica, a spettacoli entrati nella storia di ciascuno di noi e nel teatro universale. Ne parlano, dal vivo e in video, gli interpreti di quegli spettacoli, con l’intervento di Georges Banu, uno dei massimi studiosi teatrali della Francia contemporanea.

Teatro Studio Melato, 10 dicembre 2017 ore 18 (ingresso gratuito)
Strehler e Brecht
coordina Alberto Bentoglio
con la partecipazione di
Michel Bataillon, Umberto Ceriani, Gianfranco de Bosio, Andrea Jonasson, Glauco Mauri
testimonianze in video di Rosalina Neri, Massimo Ranieri, Paolo Rossi, Luisa Spinatelli e Milva letture degli attori diplomati alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo
coordinamento musicale a cura di Marco Mojana
È a Strehler, oltre che a Paolo Grassi, che si deve, nel 1956, la “scoperta” di Brecht in Italia, autore che il regista avrebbe approfondito in quarant’anni e tantissime produzioni. Ne parlano gli artisti che lo accompagnarono in quell’avventura teatrale e culturale. Con un approfondimento di Michel Bataillon, drammaturgo del TNP di Villeurbanne, gemello francese del Piccolo nella ricerca di un teatro d’arte per tutti.

Teatro Studio Melato, 20 dicembre 2017 ore 18 (ingresso gratuito)
Strehler e Goldoni
coordinano Stefano de Luca e Maria Grazia Gregori
con la partecipazione di Gian Carlo Dettori, Giulia Lazzarini, Ferruccio Soleri,
Franca Squarciapino, Myriam Tanant, Pamela Villoresi e Stella Casiraghi
testimonianze in video di Franco Graziosi, Laura Marinoni, Paola Piizzi Sartori, Sarah Sartori musiche di Fiorenzo Carpi
eseguite dagli allievi del Conservatorio di musica ‘‘Giuseppe Verdi’’ di Milano
Alter ego di tutta una vita, Goldoni è l’autore che Strehler ha riscoperto e restituito al teatro italiano. Con i Mémoires, grande progetto rimasto in sospeso, il regista intendeva raccontare il teatro e la sua vita. Myriam Tanant, drammaturga e docente alla Sorbona, assistente di Strehler a Parigi, fa rivivere la passione teatrale che accomunò il regista e Goldoni.

I filmati degli spettacoli al Chiostro Nina Vinchi

Undici titoli per riassumere cinquant’anni di capolavori diretti da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano: è un percorso artistico e umano – ma anche, in parallelo, la storia d’Italia e d’Europa che si riverbera sul palcoscenico – a rivivere nella rassegna presentata al Chiostro Nina Vinchi.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

23 novembre 2017, ore 15
Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
1952, registrazione televisiva 1955
durata 2h05’
Con Marcello Moretti, è la seconda delle dieci edizioni di Arlecchino.
È Strehler stesso a introdurre lo spettacolo.

24 novembre 2017, ore 15
Le baruffe chiozzotte
di Carlo Goldoni
1964, registrazione televisiva 1966
durata 2h15’
Volonghi, Gravina, Piccolo, Scotti, Pani, Brogi, Mauri… uno spettacolo straordinario, a partire dal cast.

27 novembre 2017, ore 15
Il giardino dei ciliegi
di Anton Cechov
1974, registrazione televisiva 1976
durata 2h45’
Con Valentina Cortese nel ruolo di Ljuba, una regia che ha scritto una pagina indimenticabile nella storia del teatro.

28 novembre 2017, ore 15
La storia della bambola abbandonata
di Strehler/Brecht/Sastre
1976, registrazione televisiva 1977
durata 1h14’
Un esperimento, riuscito, di teatro fatto con i ragazzi – guidati da Gianfranco Mauri e Narcisa Bonati – per i ragazzi.

30 novembre 2017, ore 15
La tempesta
di William Shakespeare
1978, registrazione televisiva 1979
durata 2h45’
Giulia Lazzarini e Tino Carraro sono protagonisti di uno spettacolo conosciuto e amato in tutto il mondo.

4 dicembre 2017, ore 15
Temporale
di August Strindberg
1980, registrazione televisiva 1981
durata 1h57’
Con l’innovativa scena di Ezio Frigerio e l’inquietante musica di Fiorenzo Carpi, una regia totalmente contemporanea.

5 dicembre 2017, ore 15
Elvira o la passione teatrale
di Brigitte Jaques da Jouvet
1986, registrazione televisiva 1987
durata 2h11’
Un atto d’amore per il teatro in cui è lo stesso Strehler a mettersi in gioco accanto a Giulia Lazzarini.

11 dicembre 2017, ore 15
I giganti della montagna
di Luigi Pirandello
1994, registrazione televisiva 1994
durata 2h6’
Più volte tornato su questo testo di Pirandello, Strehler sceglie Andrea Jonasson per la terza edizione.

12 dicembre 2017, ore 15
L’isola degli schiavi
di Marivaux
1994, registrazione televisiva 1995
durata 2h
Un tuffo nel Settecento e nell’utopia illuminista di un mondo fondato sull’armonia e la fratellanza.

13 dicembre 2017, ore 15
Strehler legge ‘‘I Mémoires’’ di Carlo Goldoni
1992, ripresa video 1992
durata 2h11’
Il grande progetto lasciato sospeso, la summa di un rapporto durato tutta la vita con l’autore prediletto.

16 dicembre 2017
Strehler legge ‘‘Vita di Galileo’’
1995, ripresa video 1995
ore 10, prima parte
ore 15, seconda e terza parte
durata complessiva 6h41’
Trent’anni dopo una regia entrata nella storia, Strehler torna in prima persona a leggere il testo di Brecht.

PALAZZO REALE, proiezione straordinaria

24 dicembre 2017, a partire dalle 18
A vent’anni dalla morte di Giorgio Strehler, avvenuta la notte di Natale del 1997, il Piccolo e la Città di Milano, lo ricordano con la proiezione, sulla facciata di Palazzo Reale, del filmato

Strehler legge i ‘‘Mémoires’’di Carlo Goldoni
È la registrazione di una lettura del copione che il regista trasse dall’autobiografia goldoniana e da cui aveva progettato di allestire uno spettacolo, annunciato per la primavera del 1998 ma mai realizzato.

Ornella Vanoni in concerto: “Sono nata qui”
Teatro Strehler, 28 ottobre 2017 ore 19.30
Ornella Vanoni: sono nata qui
ideazione Ornella Vanoni
ingegnere del suono Luciano Graffi
disegno luci Claudio De Pace
con Roberto Cipelli (pianoforte), Bebo Ferra (chitarra),
Loris Leo Lari (contrabbasso), Piero Salvatori (violoncello)
coordinamento ed assistenza personale dell’artista Nadia Orecchio
produzione Bubba Music srl
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Ornella Vanoni ritorna al Piccolo Teatro. Nel 1956 Giorgio Strehler, in collaborazione con Dario Fo, Gino Negri, Fausto Amodei e Fiorenzo Carpi, si ispira a vecchie ballate dialettali per mettere in musica furfanti, spari, poliziotti, malfattori, carcerati, balordi e minatori, storie per lo più ambientate a Milano e talvolta cantate in milanese. La bella e struggente Ma mi, per esempio, fu scritta da Carpi e Strehler proprio per la voce della Vanoni, in quel finire degli anni Cinquanta che la vedeva debuttare in scena, in via Rovello, in Questa sera si recita a soggetto e ne I giacobini diretta dal suo Maestro. «Provo la gioia immensa di poter cantare allo Strehler, sul palcoscenico che Giorgio ha tanto voluto. Torno al Piccolo, dove sono “nata” come artista, per una serata all’insegna del calore, del divertimento, della commozione, con l’emozione di un bel regalo per me e per il pubblico».

Mostre e altri appuntamenti:

Teatro Strehler, dal 23 novembre 2017
ore 15-18.45 (nelle sere di spettacolo fino al termine della rappresentazione)
Mostra – Giorgio Strehler. L’umanità del teatro
Cinquant’anni di spettacoli al Piccolo

Nei foyer del Teatro che oggi porta il suo nome, un percorso guida il pubblico alla (ri)scoperta del grande artista e fondatore del Piccolo. Manifesti, fotografie, costumi costruiscono tanti “frammenti di un discorso teatrale” per raccontare l’uomo che “visse tutto nel teatro”.
Completa e integra la proposta una videoinstallazione multimediale, in collaborazione con Politecnico di Milano, presso RovelloDue Piccolo Spazio Politecnico.

Teatro Strehler, 23 novembre 2017 ore 18.30
Nuova illuminazione Teatro Strehler

Inaugurazione della nuova illuminazione esterna che, finalmente, fa riscoprire alla città i volumi del progetto originale di un teatro concepito come fabbrica. Da un progetto donato al Piccolo dallo Studio Castagna Ravelli, realizzato grazie al contributo de iGuzzini.

Teatro Grassi, 18 dicembre ore 19.30
Strehler, il mago dei prodigi
soggetto e regia Maurizio Porro
produzione RSI Radiotelevisione svizzera e Music and Partners,
durata 52’
Pensato e diretto dal critico Maurizio Porro, il documentario racconta ed esplora la vita e la carriera del grande maestro con l’ausilio di interviste ad artisti internazionali, tra cui Riccardo Muti, Peter Brook, Andrea Jonasson, Ariane Mnouchkine, Jack Lang.

Teatro Studio Melato, 21 dicembre 2017 ore 19.30
MAESTRO!
memorie di un guitto
scritto, diretto e interpretato da Stefano de Luca
luci Claudio De Pace
assistente alla regia Linda Riccardi
produzione ATIR in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano
Un monologo teatrale nel quale l’attore e regista racconta il rapporto con Strehler.
Stefano de Luca porta in scena ricordi e aneddoti dei dieci anni trascorsi a fianco del suo Maestro, colui che gli ha insegnato a offrire al teatro tutto se stesso.

Biografie degli ospiti internazionali

Georges Banu
Georges Banu è professore emerito di studi teatrali all’Università Sorbonne Nouvelle di Parigi. Ha ricevuto il titolo di dottore honoris causa da diverse università europee. È presidente d’onore dell’Associazione Internazionale di Critica Teatrale e responsabile della serie Il tempo del teatro per Actes Sud. Ha diretto le riviste L’arte del teatro e Alternative teatrali. È presidente del Premio d’Europa per il teatro. Ha ricevuto il Grand Prix dall’Académie Française nel 2014.
Ha pubblicato un gran numero di opere e saggi dedicati in particolare ai registi europei Peter Brook, Klaus Michael Grüber, Giorgio Strehler, Antoine Vitez e Ariane Mnouchkine. È autore di una trilogia sul teatro e sulla pittura: Le Rideau, l’Homme de dos et Nocturnes (edizioni Adam Biro) e di un’altra che unisce L’Oubli, Le Repos e La Nuit, editi da Les Solitaires Intempestifs.
Il suo libro Le Rouge et Or (edito da Flammarion/Rizzoli) è una delle opere di riferimento per la poetica teatrale italiana. Ha dedicato il saggio intitolato Notre théâtre, Il giardino dei ciliegi (edizione Actes Sud) al capolavoro di Čechov e un altro saggio al teatro giapponese, L’attore che non ritorna (edizioni Gallimard).
Ultime pubblicazioni: La Scène surveillée e Miniatures théoriques (edito da Actes Sud).
Con la casa editrice Gallimard ha pubblicato l’antologia commentata Shakespeare, il mondo è una scena e I viaggi dell’attore. Ha ideato e diretto l’opera collettiva L’enfant qui meurt (edizioni l’Entretemps) così come Les voyages ou l’ailleurs du théâtre (edizioni Altenatives théâtrales).
Prossime uscite: Amour et désamour du théâtre, La porte, au coeur de l’intime, Le théâtre ou de l’inaccompli, Tchékhov, notre prochain.
Ha ricevuto tre volte il premio per il miglior libro di ambito teatrale in Francia. I suoi testi sono tradotti in italiano, tedesco, spagnolo, russo, rumeno, ungherese e slovacco. Ha diretto due film dedicati uno a Shakespeare e un altro a Čechov. Sono stati entrambi riconosciuti dall’UNESCO. Ha diretto numeri speciali quali Théâtre et opéra: une mémoire imaginaire (edito da l’Herne), Le théâtre de la nature, Le théâtre testamentaire, L’est désorienté, Le corps travesti e Extérieur cinéma. Ha intervistato Luc Bondy, Yannis Kokkos e Patrice Chéreau.

Michel Bataillon
Nato a La Chaise-Dieu, il 5 settembre 1939, germanista, si forma alla Sorbona e all’Università Karl-Marx di Lipsia dove, sotto la direzione di Pierre Grappin e di Hans Mayer, dedica un primo lavoro universitario al drammaturgo ‘faro’ dell’espressionismo tedesco, Ernst Toller.
All’interno dell’équipe di ricerche teatrali del CNRS (Centro Nazionale della Ricerca Scientifica), Denis Bablet et Jean Jacquot gli offrono l’opportunità di sposare la conoscenza della lingua e della letteratura tedesca a una viva attrazione per il teatro, nata al liceo Louis-le Grand dove, come membro attivo della compagnia universitaria, dai primi fino agli anni preuniversitari, fa la conoscenza di Jacques Schmidt, Patrice Chéreau, Jean-Pierre Vincent e Jérôme Deschamps…
Gabriel Garran, nel 1964, lo invita a costruire al suo fianco il teatro de la Commune d’Aubervilliers dove insegna i fondamenti di un teatro al servizio dei poeti, degli attori e del pubblico.
Nel 1972 Roger Planchon gli propone un posto a Villeurbanne nell’équipe che sta costituendo con Patrice Chéreau e Robert Gilbert per dare vita al Théâtre de la Cité, prima sala di creazione e diffusione teatrale in provincia, sotto l’egida del TNP (Théâtre National Populaire).
Relazionandosi con artisti e teatri di Francia e d’Europa e in sintonia con Patrice Chéreau, Georges Lavaudant e Roger Planchon, prepara i programmi delle stagioni, sorveglia la qualità del rapporto con il pubblico, lavora alla creazione degli spettacoli di Roger Planchon e partecipa così alla vita artistica e pubblica del TNP, dal settembre 1972 al maggio 2003.
Traduce Peter Weiss e Bertolt Brecht, Heiner Müller, Lothar Trolle et Manfred Karge…
È presidente della Maison Antoine Vitez, centro internazionale di traduzione teatrale.
Raccogliendo l’invito del Direttore della sezione teatrale e del Ministro della Cultura, presiede sino al 2013 i lavori della Commissione ministeriale di aiuto alla creazione delle opere drammatiche.
Nel giugno 2001 pubblica con le Editions Marval un cofanetto comprendente due volumi illustrati dedicati al decentramento teatrale a Lione dal 1950 al 1972.
Con lo stesso editore, pubblica una seconda opera in tre volumi, incentrata sul periodo dal 1972 al 1986, in cui il TNP fu diretto da Patrice Chéreau e da Roger Planchon.
Sta proseguendo la sua cronaca di quella sfida teatrale portata avanti in provincia attraverso una terza opera, incentrata sugli anni dal 1986 al 2000, quando Georges Lavaudant e Roger Planchon garantirono il ruolo nazionale e internazionale del TNP-Villeurbanne.

Myriam Tanant
Myriam Tanant è professore emerito all’università Sorbonne Nouvelle.
È stata assistente di Giorgio Strehler al Teatro d’Europa in L’Illusion comique (1984) e in L’opera da tre soldi (1986) di cui ha curato la traduzione francese. Al teatro d’Europa, il Petit Odéon, ha scritto e inscenato Fragments italiens con Emmanuelle Riva, Samuel Labarthe e L’inferno, dopo Dante con Gérard Desarthe nel 1987. Come regista ha allestito opere di Mozart all’Opéra National de Lyon dal ‘91 al ‘97 (Apollon et Hyacinthe, Bastien e Bastienne, Le Directeur de Théâtre, Le nozze di Figaro e Il flauto magico di cui ha curato la versione francese, così come l’Osteria di Marechiaro di Paisiello e Les Malheurs d’Orphée di Darius Milhaud).

All’Opéra Bastille di Parigi dirige Zaïde e Le Directeur de Théâtre di Mozart con Nathalie Dessay. È autrice di tre libretti d’opera scritti per i compositori Hugues Dufourt (Dédale) e Fabio Vacchi (La Station Thermale e Les Oiseaux de passage), che ha messo in scena presso l’Opéra National de Lyon: spettacoli ospiti dell’Opéra Comique di Parigi e del Teatro alla Scala di Milano.

È autrice di numerosi testi teatrali dal 2010 al 2014 allestiti al Teatro Europeo del Piemonte a Torino, in particolare Bar Franco-Italien e Remake, racconto di Tempesta con Giulia Lazzarini.

Ha anche scritto per la compagnia du Compagnol diretta da Jean-Claude Penchenat  (co-fondatore del Théâtre du Soleil) L’audition, L’orchestre, A Dimanche e Suite sans titre (1997-2001).

Nel 2014 ha tradotto e diretto Gl’Innamorati di Goldoni, partecipando al Festival d’Avignone, e anche al Festival di Valréas nel luglio dello stesso anno. Nel marzo 2016, all’interno della Fondazione Europea del Teatro del Piemonte, ha partecipato al progetto I tre moschettieri, con il quarto episodio. Ha tradotto in francese le opere di Luigi Pirandello e Stefano Pirandello.

Ha tradotto La Trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni per la Comédie-Française con la regia di Alain Françon, La dernière soirée de Carnaval e l’Impresario de Smyrne per Jean-Claude Penchenat. Ha tradotto La Locandiera per Alain Françon, che sarà rappresentato alla Comédie -Française nella stagione 2017-2018. Tra le sue pubblicazioni: Giorgio Strehler, Actes Sud, Parigi 2007.

INFO: www.piccoloteatro.org

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