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Giorgio De Chirico a Ferrara

Foto: Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 97 × 67 cm, olio su tela, 1917

Foto: Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 97 × 67 cm, olio su tela, 1917

Metafisica e avanguardie

L’esposizione a Palazzo dei Diamanti racconta la felice stagione ferrarese di Giorgio De Chirico attraverso una nutrita selezione di opere che a distanza di 100 anni tornano là dove erano state concepite. Il maestro soggiornò nella cittadina emiliana assieme al fratello Alberto Savinio, dopo che lasciò Parigi per arruolarsi in Italia come soldato durante la Prima guerra mondiale. I lavori datati tra il 1915 ed il 1918, rispetto alla produzione precedente, sono caratterizzati da una maggiore attenzione per la realtà – palesata da una presenza massiccia di accumulazioni di oggetti e forme geometriche in interni- tanto da assumere quasi tratti iperrealistici. Ferrara è un posto che influenzò profondamente De Chirico; lui stesso scrisse “ …quello che mi colpì soprattutto e mi ispirò nel lato metafisico nel quale lavoravo allora, erano certi aspetti di interni ferraresi, certe vetrine, certe botteghe, certe abitazioni, certi quartieri, come l’antico ghetto, dove si trovavano dei dolci e dei biscotti dalle forme oltremodo metafisiche e strane”. La città ariostea come luogo di incontro di culture differenti, Cristianesimo, Ebraismo, Esoterismo (a questo proposito meritano d’essere citati gli affreschi di Palazzo Schifanoia) e metafora di un mondo folle dominato dalla insensatezza della guerra, fu determinante nell’immaginario del giovane artista.

La permanenza a Ferrara fu anche luogo di sodalizi ed influenze artistiche feconde, prime tra tutte quella con Carlo Carrà con cui nacque una collaborazione all’interno di Villa del Seminario – ospedale di cura per nevrosi di guerra- con il giovane Filippo De Pisis ed il poeta Corrado Govoni. Questa stagione mitica che inaugura la Metafisica ferrarese avrà grandi ripercussioni sulla storia dell’arte del ‘900 mondiale tanto da influenzarla radicalmente (dalle Avanguardie, alla Nuova Oggettività al Realismo magico). In mostra accanto a tele con squadre, uniformi, guanti, dolci, biglietti, oggetti con una loro anima pulsante immortalati in ambienti chiusi in un eterno presente, ed ai famosi “quadri nel quadro”, sono visibili pitture con soggetti composti da un affastellamento di cose in primo piano mentre sullo sfondo si intravedono scorci del Castello estense, di architetture rinascimentali, piazze deserte, torri arcaiche, ciminiere, fabbriche.

Tra i tanti capolavori presenti nel percorso espositivo, si possono ammirare: I giocattoli del principe, I progetti della ragazza, L’angelo ebreo, Il grande metafisico, Il sogno di Tobia, insieme alle opere con i famosi manichini sartoriali (già presenti nella produzione parigina): Ettore e Andromaca, Le Muse inquietanti, Il Trovatore
L’allestimento è intercalato inoltre da un corpus di lavori di grandi artisti quali Carrà, De Pisis, Morandi, Magritte, Dalì, Ernst, Man Ray, Grosz che furono fortemente suggestionati dal geniale artista di Volos.

De Chirico a Ferrara – Metafisica e avanguardie
Palazzo dei Diamanti, dal 14 novembre 2015 al 28 febbraio 2016
INFO: www.palazzodeidiamanti.it

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