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Fotovoltaico galleggiante

Foto: piattaforme Heliofloat

Foto: piattaforme Heliofloat

Il fotovoltaico galleggiante sta rapidamente prendendo piede nelle nuove installazioni solari: Brasile, Corea del Sud, Giappone, Gran Bretagna, India e Malta si sono già impegnate a fondo con l’obiettivo di rendere appetibile a livello commerciale questa soluzione tecnologica. Ed il motivo è presto detto: gli impianti su scala utility richiedono ampi spazi, quindi il vantaggio di utilizzare mare e bacini di dighe anziché sottrarre terreno utile è alquanto evidente.

Quando però il sito scelto corrisponde al mare aperto occorre considerare un inconveniente non da poco: le onde. Per proteggere in modo adeguato il fotovoltaico galleggiante da mareggiate e soprattutto dal mare mosso, gli ingegneri del TU Wien hanno progettato delle piattaforme flottanti dove alloggiare i pannelli solari, che rimangono stabili e saldi anche in caso di condizioni atmosferiche avverse come le tempeste. Il segreto è insito nel nome stesso dell’invenzione: Heliofloat.

Il segreto sta proprio nel fatto di costruire dispositivi di galleggiamento aperti: se si dovesse realizzare una piattaforma su contenitori chiusi e pieni d’aria, la struttura si rileverebbe sia costosa che pesante e in caso di onde violente avrebbe durata brevissima. Le unità galleggianti di Heliofloat, invece, sono state ideate come una sorta di barili creati con materiale elastico e soprattutto aperti verso il basso. L’elio che riempie la parte alta dei palloni è quindi a contatto diretto con l’acqua fungendo da ammortizzatore delle onde. Questo design consente di ottenere aree delle dimensioni di campi da calcio che si possono installare in acqua con estrema facilità.

Il gruppo di ricerca ha lavorato anche sullo sviluppo di diversi concept di fotovoltaico galleggiante, realizzando moduli ad hoc e concentratori parabolici per utilizzare al meglio la luce solare incidente.

Le piattaforme Heliofloat offrono nuove ed interessanti possibilità per impianti di dissalazione e processi di estrazione della biomassa dall’acqua salata: nei paesi caldi potrebbero infatti essere impiegate per la difesa dei laghi dall’evaporazione permettendo alla luce del sole di attraversare l’acqua, assicurando così che l’ecosistema acquatico non venga condizionato negativamente.

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