Punto e Linea Magazine

MOBY DICK

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When:
novembre 14, 2017 @ 8:30 pm – novembre 19, 2017 @ 4:30 pm
2017-11-14T20:30:00+01:00
2017-11-19T16:30:00+01:00
Where:
Teatro Menotti
Via Ciro Menotti
11, 20129 Milano MI
Italia
Cost:
Intero: 29.50€ Ridotto Over 65/Under 14: 15.50 € Martedì e Mercoledì prezzo unico 15,50€
Contact:
Biglietteria Teatro Menotti
02 36592544
Foto di scena: Moby Dick, al Teatro Menotti di Milano dal 14 al 19 novembre 2017

Foto di scena: Moby Dick © Pleiadi Art Productions e Campsirago Residenza

ispirato al testo di Herman Melville

regia Michele Losi
drammaturgia Riccardo Calabrò, Mariasofia Alleva, Michele Losi
cura del movimento scenico Caterina Poggesi
con in ordine alfabetico Mariasofia Alleva, Andreapietro Anselmi, Lucia Donadio, Lucio de Francesco, Carolina Leporatti, Joseph Scicluna
musiche originali Cristina Abati, Chiara Codetta, Tobia Galimberti
scene Marialuisa Bafunno, Michele Losi, Anna Turina
costumi Stefania Coretti, Maria Barbara De Marco
sound design Diego Dioguardi
light design Andrea Violato
proiezioni video Alberto Sansone
organizzazione Giulia Mereghetti
promozione Giulia di Cio
ufficio stampa Maddalena Peluso
produzione Pleiadi Art Productions, Campsirago Residenza teatrale

Un’azione collettiva per parlare di migrazione a bordo della baleniera Pequod con l’intero equipaggio del romanzo di Melville. Debutta in prima milanese il 14 novembre Moby Dick, una produzione Pleiadi Art Productions e Campsirago Residenza, tappa finale del progetto Itaca che ha condotto la compagnia per tre anni in giro per la Grecia tra campi profughi e racconti di esodi dimenticati.

In scena un Ismaele di una tenerezza disarmante, inesperto marinaio – interpretato da Mariasofia Alleva – che decide di navigare negli abissi esponendosi a tutte le manovre ipnotiche del capitano Achab -  che compare in un video registrato, inquentante presenza assenza, interpretato da Joseph Scicluna, scomparso lo scorso anno e a cui la compagnia dedica lo spettacolo.

L’equipaggio alterna scene collettive a scene di profondità individuale, mettendo in risalto le tensioni esistenziali dei personaggi fedeli all’opera di Melville e calati dalla regia di Michele Losi in uno spazio metafisico ed evocativo.
In un’alternanza di registri, tra ironici siparietti e scene drammatiche, un romanzo che scompare nelle profondità prima di esplodere in superfice e che la compagnia affronta immergendo lo spettatore in atmosfere plumbee e salmastre.

È il linguaggio evocativo che porta in scena il mare, grazie a un impianto scenico di forte impatto visivo esaltato da un potente soundscape teatrale. Il paesaggio sonoro di Diego Dioguardi è quello in cui si muove la balena bianca e nasce dalla rielaborazione e dal mix in chiave elettronica di suoni e di strumenti della tradizione occidentale e orientale (dal violoncello ai tamburi Taiko) quasi a rievocare il Pequod, nave americana con forti alberi di legno giapponese.

E su quel pontile, dove tutto ha inizio e fine, le partiture fisiche e corali raccontano la vita quotidiana a bordo della nave, le ripetitive e cicliche azioni che intervallano la grande attesa.

Note di regia
La scelta di avvicinarsi a un grande classico come Moby Dick rappresenta la sfida di affrontare il mare aperto dell’esistenza. Saliamo a bordo della baleniera Pequod con Ismaele, Queequeg e l’equipaggio per uno spettacolo di parole, suoni, gesti e attese. In scena una grande assenza, quella del Capitano Achab e una grande attesa, quella della balena bianca.
L’adattamento drammaturgico è fedele alla trama del romanzo, scegliendo di far emergere le tensioni esistenziali dei personaggi. Si compone un Moby Dick nel quale l’alternanza tra profondità individuale e azione collettiva definisce il ritmo e la forma dello spettacolo, lasciando spazio anche a momenti ironici e comici.
Ismaele si muove tra le angosce e le elucubrazioni dei personaggi minori creati da Melville, riuniti sul pontile della baleniera, in uno spazio drammaturgico simbolico e metafisico. Uno spazio giocato tra un presente e un immaginario, in cui gli elementi cardine del romanzo – il mare, la balena bianca e lo stesso Achab – non si manifestano, ma la loro presenza (o assenza?) permea ogni dialogo e azione.

ORARI DEGLI SPETTACOLI:
Lunedì: RIPOSO
Martedì, Giovedì, Venerdì, : h. 20.30
/  Mercoledì e Sabato: h. 19.30 /  Domenica: h. 16.30

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