Punto e Linea Magazine

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO di e con Marco Paolini

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When:
novembre 28, 2017 @ 7:30 pm – dicembre 10, 2017 @ 4:00 pm
2017-11-28T19:30:00+01:00
2017-12-10T16:00:00+01:00
Where:
Piccolo Teatro Strehler
Largo Antonio Greppi
M2 Lanza, 20121 Milano MI
Italia
Cost:
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Contact:
Biglietteria Piccolo Teatro di Milano
0242411889
 Foto di scena: Le avventure di Numero primo, Marco Paolini - Piccolo Teatro Strehler dal 28 novembre al 10 dicembre 2017


Foto di scena: Le avventure di Numero primo, Marco Paolini © Marco Caselli Nirmal

Marco Paolini racconta

Un racconto di fantascienza a teatro

Buskerobot e i suoi acquerelli
martedì 28 novembre, giorno del debutto, nel foyer

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza.
Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa.
Numero Primo
è un esperimento di fantascienza narrata a teatro

Le avventure di Numero Primo è un racconto di formazione, che però non riguarda la generazione dell’autore dell’Album, questa volta nelle vesti di padre e narratore.

Ettore è il protagonista della narrazione, fotografo di guerra freelance; Nicola (come il protagonista degli Album) è suo figlio, di madre incerta, arrivato via internet, che però preferisce farsi chiamare Numero Primo. Ettore scopre un po’ alla volta, assieme allo spettatore, le singolarità del figlio, il suo approccio al mondo e i suoi “poteri nascosti”. Ma scoprirà anche le minacce che si addensano sulla loro testa e la sua vita ne verrà travolta, costringendolo a viaggiare per proteggere quel figlio che gli somiglia poco ma che diventa presto la sua ragione di vita.

Le avventure di Numero Primo è una storia classica con molte prove da superare per i protagonisti, ed è una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica. Si può definire anche come un racconto di fantascienza, ma la dimensione del teatro impone un punto di vista e un taglio narrativo completamente diverso da quello del cinema e dei romanzi di quel genere.
Gli ambienti e i paesaggi attraversati nel racconto sono ancora quelli cari a Paolini: Venezia e la sua terraferma dal Garda a Trieste, dalla Laguna alle Alpi. Sono gli stessi eppure sono diversi perché si immagina come potrebbero diventare in un futuro prossimo.
Paolini e il coautore, Gianfranco Bettin, sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo, e quali invece no, a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare.
In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione della password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli.
Ci sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.

Marco Paolini e Gianfranco Bettin

Buskerobot
Martedì 28 novembre, giorno del debutto, nel foyer del teatro gli spettatori incontreranno un robot-pittore che dipinge acquerelli.
Buskerobot è un progetto che combina robotica, arte, sistemi di visione e intelligenza artificiale nato nel 2014 ad opera di  Paolo Gallina, docente di robotica all’Università di Trieste, mosso dalla passione per l’arte figurativa e da una forte dell’esperienza nel settore della robotica industriale. Baskerobot è robot artista di strada, unico al mondo nel suo genere, un robot antropomorfo, dotato di pennello e in grado di realizzare dipinti con la tecnica dell’acquerello, completata con le finiture del guazzetto. Per far questo è stato necessario fornire un’intelligenza alla macchina e dotarla di speciali algoritmi.
Nel laboratorio del Prof. Gallina sono stati sviluppati, e si continuano a sviluppare, algoritmi in grado di fare esattamente questo: generare dipinti che si discostino dalla mera figurazione replicante per introdurre un valore estetico nuovo. L’oggetto di questo sforzo creativo, il dipinto, è il risultato di un equilibrio delicato all’interno del quale arte, scienza e tecnologia restano in bilico sopra un filo sottile e, a volte, invisibile.

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 28 novembre al 10 dicembre 2017
Le avventure di Numero Primo
di e con Marco Paolini
testi Gianfranco Bettin, Marco Paolini
produzione Jolefilm

La visione dello spettacolo è consigliata dai 14 anni

Orari:   martedì, giovedì e sabato, ore 19.30;
mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo venerdì 1 dicembre, ore 15 e 20.30);
domenica, ore 16.
Lunedì 4 e venerdì 8 dicembre riposo

Durata: 115 minuti
News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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