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FREUD O L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI – Sogni ed enigmi

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When:
gennaio 23, 2018 @ 7:30 pm – marzo 11, 2018 @ 4:00 pm
2018-01-23T19:30:00+01:00
2018-03-11T16:00:00+01:00
Where:
Piccolo Teatro Strehler
Largo Antonio Greppi
Lanza M2, 20121 Milano MI
Italia
Cost:
platea 33 euro, balconata 26 euro
Contact:
Bigliuetteria Piccolo Teatro di Milano
0242411889
Foto di scena: Freud o l’interpretazione dei sogni, cast con Fabrizio Gifuni - Piccolo Teatro Strehler dal 23 gennaio all'11 marzo 2018

Foto di scena: Freud o l’interpretazione dei sogni, cast con Fabrizio Gifuni © Masiar Pasquali

Nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano
regia di Federico Tiezzi
con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Freud
e un cast d’eccezione

Due mesi di incontri e una rassegna cinematografica
Uno spettacolo monumentale che abiterà il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo, debuttando, in prima nazionale assoluta, il 23 gennaio 2018. Un tema potente, una compagnia numerosa di interpreti d’eccezione, guidati da Federico Tiezzi che nel 2015, con il Pirandello di Questa sera si recita a soggetto inaugurò la collaborazione con il Piccolo Teatro, come regista di una nuova produzione, ottenendo un consenso di pubblico straordinario. Un’opera mai portata in scena per uno degli spettacoli di punta della Stagione: è Freud o l’interpretazione dei sogni ispirato al testo che si affacciò al Novecento (fu pubblicato nel 1899), anticipandone inquietudini e illuminazioni. Nel testo di Stefano Massini e nella traduzione scenica e visione registica di Tiezzi, il mosaico di casi e personaggi raccontati da Freud diventano tasselli di un grande enigma da decifrare. Un catalogo della contemporaneità che attraverso i sogni, misura la potenza e le oscurità della mente umana.

Freud e il turbamento della coscienza
di  Federico Tiezzi
(dal programma di sala dello spettacolo)

Freud è colui che squarcia il velo, smaschera le nostre menzogne. Non è solo lo scopritore e il codificatore delle leggi dell’inconscio o del sogno: è chi chiama per nome i nostri più oscuri desideri e progetti, denuda l’elemento caldo/freddo, “empedocleo”, dell’essere umano, il centro, il nucleo dal quale dipende la vita psichica di ciascuno di noi. Freud ci indica la strada da percorrere per scandagliare la nostra interiorità. […]

Lo spettacolo, come il testo, è la messa in scena di un racconto di formazione, di un percorso che il protagonista compie in cerca della propria identità. Questo nostro Sigmund Freud è molto diverso dallo scienziato “vincente” che siamo abituati a conoscere: è un uomo che fallisce, sbaglia, procede per tentativi, coltiva continui dubbi, si scontra con i pazienti. È un Freud cercatore, un uomo dalla ricchissima e tormentata umanità.

Immagino lo spettacolo come la messa in scena di un lungo pensiero, forse di un sogno. È come se tutti noi spettatori ci avventurassimo nella testa di Freud, nel suo cervello popolato da riflessioni, immagini, dai ricordi dei pazienti. Per questo Freud è sdoppiato, ha una duplice personalità: è colui che interpreta, riflette, pensa, trascrive sul taccuino le esperienze della sua vita di scienziato e medico, ma è anche il cercatore, il pellegrino che si addentra con una certa malinconia in un’indagine scientifica della quale ancora ignora i possibili esiti. […]

Ho voluto impiegare tutti gli elementi che concorrono a creare un’opera d’arte totale. Il nostro racconto teatrale ha molti punti in comune con una sceneggiatura per il cinema: si sviluppa attraverso diversi setting, uno concatenato all’altro, tutti quanti inseriti in un progetto visivo più ampio e articolato. Immagini corali si alternano a momenti nei quali l’occhio dello spettatore, come in un piano sequenza, è portato ad avvicinarsi alle coppie formate da Freud e dal paziente con il quale egli sta in quel momento dialogando. A volte penso che sia il mio primo film… […]

Nei setting, nei quadri attraverso i quali procede il racconto mi interessava sottolineare i conflitti, mettere in evidenza lo scontro tra Freud e i suoi pazienti-personaggi. Non volevo che i loro racconti e le sedute di analisi si riducessero ai progressivi tasselli di una scoperta scientifica: senza dubbio lo sono, ma sono soprattutto incontri di box, ring sui quali si svolge un ininterrotto incontro di pugilato, dal momento che il nostro Freud è un uomo in crisi, in cerca di se stesso, che non ha né sa dare risposte. […]

Ma chi era veramente il dottor Freud? Un mago, uno stregone, un medico? Si credeva, si sperava, di trovare sollievo, di andare incontro alla soluzione dei propri problemi. Di sicuro si era profondamente turbati. Ed è quel turbamento di allora che vorrei che gli attori, oggi, testimoniassero al pubblico in sala.

Il grido clandestino dei sogni
di Stefano Massini
(dal programma di sala dello spettacolo)

Mi sono sempre sorpreso di come il teatro non abbia scoperto prima di me la potente vocazione scenica di questo trattato. Lo stesso Freud in fondo definiva la sua teoria onirica come una forma estremamente elaborata di drammaturgia: in comune con il teatro, i sogni hanno la necessità di un’ampia gamma simbolica, la possibilità di condensare immagini, l’abilità per una gestualizzazione di concetti e di stati d’animo, per non parlare dell’utilizzo demistificante dell’ironia. Insomma, nell’ingranaggio dei sogni cogliamo il nucleo del linguaggio teatrale, la sua intrinseca umanità. A questo si aggiunga il fascino di un libro in cui i sogni vengono trattati come degli enigmi da sciogliere, ricostruendo ogni volta un alfabeto critico e svelando le metafore sulla base del vissuto esperienziale del sognatore: sette anni fa – quando iniziai a lavorare su questo storico volume – trovai che un simile catalogo di umanissimi rebus fosse un portentoso materiale da tradurre in forma scenica. […]

Freud rivela in ogni essere umano un portatore di contraddizioni. Questo è il punto di partenza del suo discorso sui sogni: ognuno di noi vive il conflitto fra una vita voluta e una vita vissuta. La frustrazione del non essere ciò che si vorrebbe – piegati come siamo ai piccoli grandi compromessi della società borghese – alimenta in noi un profondo discorso su attitudini tradite e volontà represse, la cui manifestazione ha luogo in forma di immagini perché proibito da una coscienza guardiana. Ecco, l’interesse per questo grido clandestino nasce dalla percezione della sua drammaticità, dalla consapevolezza di una dialettica interiore ardita, in cui ognuno di noi è vittima e carnefice negli omicidi quotidiani dei propri desideri. […]

Freud nel libro dedica pochissimo spazio alla descrizione dei suoi sognatori. Si può dire anzi che essi vengano a mala pena citati. Né tantomeno ci viene raccontato il dialogo maieutico che condusse a decrittare il rebus di ogni sogno. Io mi sono inserito – come spesso avviene – in questa lacuna dell’originale (se vogliamo in una intercapedine del testo), ricostruendo arbitrariamente il percorso di scavo induttivo-deduttivo con cui Freud giunse a formulare i capisaldi della propria teoria. Ogni paziente (ogni caso, dunque ogni sogno) costituisce a suo modo nello spettacolo un gradino progressivo nel tentativo di mettere a punto una tecnica di analisi del sogno. Ho spesso unito quelli che nell’originale erano sogni diversi, creando una decina di casi simbolo, ognuno necessario per sviluppare una parte del discorso, aggiungendo poi – nei passaggi chiave – l’autoanalisi di alcuni famosi sogni di Freud stesso. Ripeto: il procedimento è scientifico, si tratta di acquisire sempre più elementi necessari per impossessarsi di un linguaggio oscuro. È come la decrittazione dei geroglifici attraverso la Stele di Rosetta.

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)

dal 23 gennaio all’11 marzo 2018

Freud o l’interpretazione dei sogni
da Sigmund Freud
di Stefano Massini
riduzione e adattamento Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi
regia Federico Tiezzi
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Gianni Pollini
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
movimenti Raffaella Giordano
preparazione vocale Francesca Della Monica
trucco e acconciature Aldo Signoretti

Personaggi e interpreti
(in ordine di apparizione)

Freud   
Fabrizio Gifuni
Tessa W.      
Elena Ghiaurov
Wilhelm T.      
Giovanni Franzoni
Greta S.    
Valentina Picello
Ludwig R.  
Marco Foschi
Oskar K.  
Umberto Ceriani
Elga K.         
Sandra Toffolatti
Clarissa F.  
Alessandra Gigli
Solomon F.   
Michele Maccagno
Elfriede H.
Bruna Rossi
Hernest D.
David Meden
Martha   
Debora Zuin
Dottor Krauss 
Nicola Ciaffoni
Dottor Edgar 
Stefano Scherini

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Orari:  
martedì, giovedì e sabato, ore 19.30;
mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo mercoledì 28 febbraio ore 15, per le scuole)
domenica, ore 16. Lunedì  riposo

Durata:
2 ore e 50 minuti compreso intervallo
News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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