Punto e Linea Magazine

FRANKENSTEIN, il racconto del mostro

Click to view map
When:
ottobre 24, 2017 @ 9:00 pm – novembre 5, 2017 @ 4:00 pm
2017-10-24T21:00:00+02:00
2017-11-05T16:00:00+01:00
Where:
Teatro Elfo Puccini Sala Fassbinder
Corso Buenos Aires
33, 20124 Milano MI
Italia
Cost:
Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50
Contact:
Biglietteria Teatro dell'Elfo
02.0066.0606
Foto di scena: Frankenstein, Elio De Capitani, al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 24 ottobre al 5 novembre 2017

Foto di scena: Frankenstein, Elio De Capitani © Teatro Elfo Puccini

Elio De Capitani narra Frankeinstein, ovvero il Prometeo moderno di Mary Shelley
disegni di Ferdinando Bruni
voce del dott. Frankenstein Ferdinando Bruni
luci Nando Frigerio
suono Gionata Bettini
assistente alla regia Alessandro Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo

Chiuso entro la mia creta,
t’ho forse chiesto io,
Fattore, di diventar uomo?
T’ho forse chiesto io di
trarmi dalle tenebre?
JOHN MILTON, Paradiso perduto, X, 743-745.

«È da tempo che penso a Frankenstein e ora la data è un invito: 2017. Ben due secoli sono passati da quando fu ideato e oggi Frankenstein ci parla più che mai. Oggi, mentre siamo immersi in tensioni emotive davvero laceranti nei riguardi dell’altro, la cui diversità ce lo può far apparire esattamente come un mostro, la creatura di Mary Shelley è in grado di svelare le emozioni più profonde che agitano la nostra epoca, di catturare le contraddizioni di una società in un momento critico della sua esistenza. Com’è proprio dei grandi miti.
Il tema di Frankenstein è la bruttezza, la mostruosità fisica, in una creatura potenzialmente dotata di dolcezza infinita, ma portato a un’ira feroce e inarrestabile nella disperazione: un tema estremo ma illuminante. Il bisogno di far parte della comunità umana non ci tocca se la vista non è appagata?
Concentrerò la narrazione sulla parte centrale del romanzo con la restituzione del punto di vista della creatura: è qui che Mary Shelly infatti dà direttamente la parola al mostro, costruito nel laboratorio del  dottor Frankenstein assemblando pezzi di cadaveri. Uno dei momenti più toccanti del romanzo».
Elio De Capitani

Un monologo che restituisce tutta la straziante solitudine del mostro, in una scena dominata dalla presenza e dalla voce di Elio De Capitani e animata dai disegni di Ferdinando Bruni.
Scrive Nadia Fubini nella sua introduzione per l’edizione Einaudi:
«Più che opera di scrittura, questo romanzo è un’opera di lettura; nel corso dei secoli, ad aver contribuito in modo fondamentale alla creazione del mito-Frankenstein sono stati i lettori, che nel chiuso della loro stanza hanno intrattenuto il suo fantasma, e gli spettatori che nel buio della sala cinematografica hanno tremato davanti al volto di Boris Karloff, o Christopher Lee, o David Warner, o Robert De Niro. Migliaia di volte il libro è stato ristampato, più di cento sono le versioni cinematografiche. Tutto ciò conferma come alla creazione dell’opera contribuisca chi la consuma e così facendo la riscrive, se ne appropria.
Se questo romanzo permane nei secoli è perché in esso trionfa il mito, nel senso proprio di racconto. Ovvero, la forza della storia è nell’idea. È così che chi scrive cattura – magari inconsapevolmente, ma tanto maggiore nel caso è la forza dell’intuizione geniale – le tensioni emotive profonde della sua epoca, le contraddizioni di una società in un momento critico della sua esistenza».

Orari spettacolo:
Martedì / sabato ore 21.00, domenica ore16.30

Comments are closed.