Punto e Linea Magazine

COPENAGHEN di Michael Frayn

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When:
aprile 3, 2018 @ 7:30 pm – aprile 22, 2018 @ 4:00 pm
2018-04-03T19:30:00+02:00
2018-04-22T16:00:00+02:00
Where:
Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello
2, 20121 Milano MI
Italia
Cost:
platea 33 euro, balconata 26 euro
Contact:
Biglietteria Piccolo Teatro di Milano
0242411889
Foto di scena: Copenaghen, da sin. Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Massimo Popolizio, al Piccolo Teatro Grassi di Milano dal 3 al 22 aprile 2018

Foto di scena: Copenaghen, da sin. Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Massimo Popolizio © Caselli Nirmal

Traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi, regia Mauro Avogadro
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e con Giuliana Lojodice
produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale
in co-produzione con CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG
Si ringrazia: Emilia Romagna Teatro Fondazione
Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 3 al 22 aprile 2018

Cosa avvenne davvero a Copenaghen?

Dal 3 aprile, al Piccolo Teatro Grassi, torna in scena Copenaghen di Michael Frayn.
Lo spettacolo, oggi prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale, in collaborazione con CSS Teatro Stabile di Innovazione FVG, vede sul palcoscenico lo stesso straordinario trio di attori che lo interpretò nel 1999: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono gli scienziati Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio).
Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr; il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. Su questi presupposti l’autore dà vita ad un appassionante intreccio in cui i piani temporali si sovrappongono, offrendo un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Le diverse ipotesi concepite all’epoca vengono qui enunciate una dopo l’altra, riproponendo i possibili incontri tra i due fisici. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse ipotesi perché ciascuna è semplicemente un punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto.
A diciotto anni dalla sua prima rappresentazione, torna al Piccolo uno spettacolo diventato ormai un classico del teatro contemporaneo grazie ad  un trio di attori straordinari.

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo mercoledì 11 aprile, ore 15 e 20.30); domenica, ore 16. Lunedì riposo.                                                                                                       
Durata: 105 minuti senza intervallo
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