Punto e Linea Magazine

ARRIVA A BOLOGNA “LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO”

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When:
aprile 12, 2018 @ 9:00 pm – aprile 15, 2018 @ 4:00 pm
2018-04-12T21:00:00+02:00
2018-04-15T16:00:00+02:00
Where:
Arena del Sole
Via dell'Indipendenza
44, 40121 Bologna BO
Italia
Cost:
Sala Leo de Berardinis da €7 a €25
Contact:
Biglietteria Arena del Sole
051.2910910
Foto di scena: Le avventure di Numero Primo, Marco Paolini, all'Arena del Sole di Bologna dal 12 al 15 aprile 2018

Foto di scena: Le avventure di Numero Primo, Marco Paolini © Calimero

Di Marco Paolini e Gianfranco Bettin
con Marco Paolini
immagini e scenografia Antonio Panzuto
musiche composte ed eseguite da Stefano Nanni
con Mario Brunello al cello e il Coro Giovanile Città di Thiene
audiovisivi e luci Michele Mescalchin
elaborazioni sonore Emanuele Wiltsch
interaction design Enrico Wiltsch
fonica Tiziano Vecchiato
direzione tecnica Marco Busetto
voci campionate Beatrice Gallo, Emanuele Wiltsch assistente alla regia Angelo De Matteis
progetto grafico Roberto Abbiati
produzione Michela Signori per Jolefilm

Orari spettacolo:
dal giovedì al venerdì ore 21| sabato ore 19.30 | domenica ore 16

durata 2 h

Recensione di Claudio Elli

Sul palcoscenico dell’Arena del Sole di Bologna arriva Le avventure di numero primo, spettacolo di Marco Paolini e Gianfranco Bettin, un testo originale di fantascienza per il teatro, una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie che hanno voci e pensieri e di umani, rimescolati insieme “come si fa con le carte prima di giocare”. In questo mondo immaginario Numero Primo è il protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta.

Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Scrive Paolini: «Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell’attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga».
La riflessione si sofferma allora sul concetto di moda: tutto ciò che non è di moda fatica a sopravvivere, o si estingue, vale per le cose, per gli animali, per le istituzioni, per le buone idee e per le migliori intenzioni.
E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione? Dovremo forse chiederlo alla moda.
Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili un domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5000 giorni e, solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5000 giorni appena trascorsi, risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ciò che oggi è ancora irrealizzabile.

“Tra i testi che hanno nutrito la nostra immaginazione e aperto la strada alla nostra storia vorremmo ricordarne qui almeno tre, per noi cruciali: Quello che vuole la tecnologia (Codice Edizioni), in cui quel cyber-filosofo di Kevin Kelly descrive il Technium, il complesso tecnico-scientifico che copre l’intero mondo, ormai dotato di capacità auto-direzionale; L’uomo è antiquato di Gunther Anders, (Bollati Boringheri), in cui l’accento non è solo sulla difficoltà di seguire i mutamenti, ma su quella di evolvere eticamente, nel grado di civiltà; Che cos’è la vita? di Erwin Schroedinger (Adelphi), in cui per la prima volta si ipotizza la vertiginosa convergenza fra fisica quantistica e genetica.
Sono alcuni dei molti testi che abbiamo utilizzato per orientarci in questo tempo crisalide che produce continue, spiazzanti metamorfosi, insieme agli incontri con le persone e gli esperti che abbiamo interpellato, coscienti della nostra impreparazione specifica, ma trascinati da una voglia di capire cosa stia succedendo e dove si stia andando, che sta alla base del nostro racconto.” Marco Paolini e Gianfranco Bettin

Le avventure di Numero Primo di Marco Paolini e Gianfranco Bettin è edito da Einaudi – Stile Libero Big.

Marco Paolini
Dagli anni Settanta al 1994 ha fatto parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi, il Teatro Settimo di Torino, che inizia a raccontare storie, nascono gli “Album”, i primi episodi di una lunga biografia collettiva che attraversa la storia italiana dagli anni ’60 ai giorni nostri. Nel 1999 ha fondato Jolefilm, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il cinema e il documentario.
Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont, si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (I-TIGI racconto per UsticaParlamento chimicoIl SergenteBhopal 2 dicembre ’84U 238Miserabili) e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei Bestiari. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi e alla storia (come nel Milione).
Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con storiche dirette televisive (tra cui ITIS Galileo e Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, seguiti da quasi due milioni di telespettatori su La7).
Dopo lo spettacolo Ballata di uomini e cani. Dedicata a Jack London, ad aprile 2016 debutta con i giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in Amleto a Gerusalemme con la regia di Gabriele Vacis. I suoi ultimi spettacoli, attualmente in tournée, sono Le avventure di Numero Primo e Tecno Filò entrambi dedicati alla scienza.

Biglietteria telefonica: tel. 051.656.83.99 dal martedì al sabato ore 10-13

CONVERSANDO DI TEATRO
Sabato 14 aprile, ore 16.30 – Biblioteca Sala Borsa di Bologna
con Marco Paolini e Gianfranco Bettin
ospite Sergio Bertolucci
conduce Marzio Badalì

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