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Abbardente, un’antica storia sarda raccontata da Pinuccia Corrias

Foto: copertina Abbardente di Pinuccia Corrias, Neos Edizioni

Foto: copertina Abbardente © Neos Edizioni

A cura di Zelda Simona Iziros  

«A Oràne, tantissimo tempo fa, i soldati spagnoli hanno impiccato una donna nella piazza del paese …» è l’incipit di questo romanzo ambientato nell’attuale Orani (in provincia di Nuoro), nella Sardegna della dominazione aragonese del XV secolo (dal 1324 al 1479, ndr), con due importanti protagoniste femminili, Grixenda e Arrega Loj, molto diverse tra loro. Infatti, in un momento di carestia, come spesso avveniva, e come sarebbe accaduto successivamente anche altrove, i tributi imposti dai dominatori spagnoli divennero talmente insostenibili da costringere la popolazione locale a rifugiarsi sulle alture limitrofe per sfuggire all’ingiusto tributo. Tutti tranne una donna, la protagonista, e in qualche modo questa è la sua storia.

Un romanzo, Abbardente, scritto da Pinuccia Corrias, decisamente particolare sotto molteplici punti di vista. Prima di tutto lo stile, a metà strada tra la narrazione orale e l’epica popolare, dal taglio necessariamente poetico, costringe a una lettura decisamente attenta, senza balzi in avanti, probabilmente perché la scelta delle parole, incluse quelle in sardo, (che ricordiamo, a differenza della stragrande maggioranza dei dialetti italici, possiede piena dignità di lingua) è tanto accurata da pensare che siano state cesellate una per una. Non è un caso che l’autrice sia una professoressa di lettere dalla storia personale decisamente interessante, con un’esperienza iniziata in seno all’ambiente cattolico e proseguita nell’ambito dell’impegno femminista, come reso evidente anche durante la presentazione milanese del libro (il 23 marzo scorso, presso l’Ex Fornace, organizzata dal Centro Sociale Culturale Sardo di Milano, con Luciana Tavernini e Silvia Aonzo, ndr). Il taglio, come si conferma anche in seguito, è decisamente personale, e vale anche come riscoperta delle proprie origini e della propria lingua materna, e familiare.

Personalmente apprezzabile anche per il taglio onestamente, e dichiaratamente, femminile, in cui anche le comprimarie, le tzie, oltre che da colonne etiche svolgono un ruolo di corale greca, e per come costoro affrontano le dure prove a cui vengono sottoposte, a metà strada tra lo stoicismo della rassegnazione e la magia di figure quali le strie, non ascrivibili alla mera figura della strega o della maga.

Pinuccia Corrias – Abbardente – Neos Edizioni – € 14,00

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